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26 Novembre 2021
16:00

Nel Nord Italia è allarme bostrico, l’insetto che attacca gli abeti e potrebbe fare ancora più danni di Vaia

Secondo Etifor, spin-off dell'Università di Padova, sarebbero già stati danneggiati circa 7 mila ettari di foresta e 3 milioni di metri cubi di legname nelle aree devastate dalla tempesta Vaia nel 2018.

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Nel Nord Italia è allarme bostrico, l’insetto che attacca gli abeti e potrebbe fare ancora più danni di Vaia
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A poco più di tre anni di distanza dalla tempesta Vaia, che con raffiche fino a 200 chilometri orari spazzò via in poche ore decine di migliaia di ettari di foreste tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, nelle aree colpite bisogna fare i conti con un pericoloso nemico: il bostrico.

Si tratta di un piccolo coleottero, normalmente presente nelle nostre foreste, che attacca in particolare gli abeti rossi (ma anche, in misura minore, altre specie come il larice, l’abete bianco o il pino silvestre) deboli o morti. A causa della presenza di una grande quantità di legname a terra, questo insetto ha cominciato a riprodursi a un ritmo sempre più preoccupante passando ad attaccare anche le piante sane. Il bostrico toglie la linfa vitale agli abeti rossi, condannandoli alla morte nel giro di poche settimane.

A lanciare l'allarme è Etifor, spin-off dell’Università di Padova che offre servizi di consulenza, ricerca e formazione per la valorizzazione e la gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali. La conta dei danni causati dal bostrico non può lasciare indifferenti: sono già 7 mila gli ettari di bosco e circa 3 i milioni di metri cubi di legname danneggiati dal parassita nelle aree devastate dalla tempesta Vaia, come in Val di Fiemme, Enego e Bosco Pizzotto.

Inoltre, si stima che i metri cubi di legname bostricato, quindi inutilizzabile o di scarso valore, supereranno gli 8,7 milioni già abbattuti da Vaia, con un ingente danno economico per la filiera del legno (si parla di circa 350 milioni di euro) e pesanti ripercussioni per l'ecosistema e il clima, più in generale. Pensa soltanto al mancato sequestro di anidride carbonica dall'atmosfera da parte delle foreste che invece si indeboliscono e muoiono.

Che cosa si può fare per affrontare questa situazione? "Non esiste un’unica soluzione applicabile a tutti i contesti, ma svariati interventi declinabili a seconda delle caratteristiche del territorio e del livello di gravità dell’epidemia", spiega Jacopo Giacomoni, project manager di Etifor all'Ansa. "Normalmente lasceremmo la natura fare il suo corso, ma in questo caso, in molti territori, è necessario un intervento umano funzionale a mitigare il problema e favorire il ripristino delle funzioni del bosco. La forma di lotta più efficace contro il bostrico è la rimozione del materiale schiantato e di quello infestato in tempo utile, bloccando così le larve in fase di sviluppo, ma purtroppo non è sempre possibile percorrere questa strada".

Etifor ha lanciato una piattaforma per interventi di riforestazione in crowdfunding wownature.eu che consente a enti pubblici, aziende e singoli cittadini di supportare attivamente i proprietari di alcuni dei terreni colpiti. Anche tu dunque puoi dare il tuo contributo per combattere l’invasione del bostrico, adottando un albero. Perché no, potrebbe essere anche un bel regalo di Natale da fare ad amici o familiari. Piantando nuovi alberi, vicino a quelli attaccati dal bostrico, di specie diverse (come frassino, larice, faggio) e meno "appetibili" per il parassita, è possibile aiutare la foresta a rinascere e ricrescere più velocemente e a renderla più forte e resiliente.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.