Nel Parco della Majella sono nati 2 cuccioli di camoscio appenninico: cresce il numero di esemplari nell’area protetta abruzzese

I piccoli stanno già esplorando il loro mondo, accompagnati dalla mamma. I camosci continuano a riprodursi in una zona che salvaguarda la specie nella zona del Parco Nazionale della Majella.
Alessandro Artuso 21 maggio 2020

Il Parco Nazionale della Majella gioisce e condivide con gli amanti degli animali e della natura il lieto evento della nascita di due camosci. I cuccioli sono stati visti nell'area di Lama dei Peligni, in provincia di Chieti, intenti nell'intraprendere il loro nuovo percorso di vita. Un salto di qua e di là tra i ginepri e la scoperta delle rocce sotto lo sguardo vigile della mamma.

Per fortuna questa popolazione sta crescendo nel Parco della Majella, con oltre 1.500 esemplari, anche se secondo i dati dell'Iucn italiano questa specie risulta "vulnerabile" e quindi non è esclusa da eventi rischi di estinzione in futuro.

Le immagini

Occhi vispi e sguardo dritto nello scrutare le meraviglie offerte dalla natura che si affaccia davanti a loro per la prima volta. Un boccone di erba non guasta mai, anche se i piccoli dovranno imparare presto a vivere in un mondo che potrebbe offrirgli insidie e pericoli tutti i giorni. Adesso, quindi, toccherà ai genitori renderli autonomi e insegnarli come vivere nel loro habitat naturale.

Le caratteristiche

La popolazione del camoscio appenninico, chiamato con il nome scientifico Rupicapra pyrenaica, è suddivisa in tre località in Italia. Il camoscio cresce grazie agli interventi di conservazione della specie e vive stabilmente in zone forestali che hanno un sottobosco e sono intervallate da pareti rocciose, praterie, radure e anche canaloni. Con l'inverno i camosci si ritirano a quote più basse, durante l'estate frequentano stabilmente le praterie sopra i 1.200 metri.