Nicola Carraro racconta la sua battaglia contro la pancreatite acuta: “Causata da un farmaco dimagrante”

Nicola Carraro, marito di Mara Venier, ha rischiato la vita a causa di una pancreatite acuta provocata da un farmaco dimagrante. Ecco quali principi attivi sono potenzialmente collegati a questo effetto collaterale.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Ohga
Redazione 29 Gennaio 2026

In un'intervista pubblicata sul settimanale Chi, Nicola Carraro, 83 anni e marito della conduttrice Mara Venier, ha raccontato il suo recente e difficile periodo di salute. L’imprenditore ha rivelato di aver sfiorato la morte a causa di una pancreatite acuta, insorta dopo l’assunzione di un farmaco dimagrante regolarmente prescritto dal medico.

Secondo il racconto, le sue condizioni erano così gravi che a Mara Venier era stato detto che il marito fosse in fin di vita. Dopo settimane di ricovero al San Raffaele, Carraro è riuscito a riprendersi, grazie anche al costante supporto della moglie. La malattia, tuttavia, ha lasciato il segno.

Quali farmaci dimagranti possono causare pancreatite acuta?

Sebbene Nicola Carraro non abbia specificato il nome del farmaco, tra quelli più frequentemente associati a casi di pancreatite acuta ci sono gli agonisti del recettore GLP-1, una categoria di farmaci utilizzati per il dimagrimento e per il trattamento del diabete di tipo 2.

Fanno parte di questa classe:

  • Semaglutide (es. Ozempic, Wegovy)
  • Tirzepatide
  • Liraglutide

Questi farmaci sono noti per i loro effetti sul metabolismo, ma anche per la possibilità di causare effetti collaterali gastrointestinali gravi, tra cui nausea, vomito, diarrea e, in alcuni casi, pancreatite.

L’allarme degli esperti: “Attenzione agli effetti avversi dei GLP-1”

A confermare la correlazione tra gli agonisti GLP-1 e il rischio di pancreatite acuta è Annalisa Capuano, farmacologa clinica e membro della Società Italiana di Farmacologia. In un’intervista a Fanpage.it, ha spiegato:

“L’uso della Semaglutide è spesso associato a reazioni avverse gastrointestinali, che possono portare anche a pancreatite acuta. Se non trattata in tempo, può essere fatale”.

La dottoressa ha ribadito che anche la tirzepatide può comportare rischi simili, ricordando che i pazienti devono assumere questi farmaci esclusivamente sotto controllo medico, evitando ogni forma di automedicazione.

Il caso del San Raffaele: “Tanti ricoveri simili”

Carraro ha dichiarato che, durante il suo ricovero, l’ospedale San Raffaele era “pieno di casi simili”. Una frase che suggerisce un possibile aumento dei casi di pancreatite legata all’uso di farmaci per perdere peso, oggi sempre più diffusi anche in Italia.

Gli studi scientifici: il rischio c’è, ma i dati sono contrastanti

È importante sottolineare che alcuni studi scientifici non hanno trovato un legame diretto tra l’assunzione dei GLP-1 e la pancreatite acuta. Ad esempio:

Uno studio danese pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism non ha rilevato una correlazione significativa.

Una meta-analisi dell’Università della California ha identificato un rischio leggermente aumentato, ma non statisticamente rilevante.

La Cleveland Clinic ha concluso che non esistono prove sufficienti per attribuire il rischio all’intera classe di farmaci.

Nonostante ciò, la pancreatite acuta è inserita tra gli effetti collaterali potenziali nei foglietti illustrativi, e i medici sono tenuti a informare i pazienti.

Cos’è la pancreatite acuta: sintomi e fattori di rischio

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la pancreatite acuta è un’infiammazione improvvisa del pancreas, ghiandola responsabile della produzione di enzimi digestivi e ormoni come l’insulina.

I sintomi principali sono:

  • Dolore acuto nella parte alta dell’addome
  • Nausea e vomito
  • Addome gonfio

Ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi)

  • I principali fattori di rischio includono:
  • Calcoli biliari
  • Abuso di alcol
  • Fumo
  • Obesità
  • Alcuni farmaci
  • Età avanzata

Conclusione: farmaci dimagranti, efficaci ma da usare con cautela

Il caso di Nicola Carraro solleva ancora una volta l’attenzione sull’uso crescente dei farmaci per dimagrire, spesso percepiti come scorciatoie per perdere peso. Tuttavia, come sottolineato da esperti e confermato da diversi studi, questi farmaci non sono privi di rischi.