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17 Gennaio 2022
13:00

Non c’è essere vivente che non meriti una seconda chance: come adottare un animale da laboratorio

Hai mai pensato di poter adottare un animale utilizzato per la ricerca? È possibile. Il tramite tra laboratorio e famiglia adottante è un centro di recupero per animali che si occupa di visitarli, vaccinarli e sterilizzarli per poi seguirli in un percorso di riabilitazione fino all'adozione.

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Non c’è essere vivente che non meriti una seconda chance: come adottare un animale da laboratorio
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Ettore, Giuditta, Nestore e Anita sono solo alcuni dei conigli New Zealand che sono stati recuperati da un laboratorio di sperimentazioni per dar loro una seconda possibilità di vita. Certe storie di riscatto, fortunatamente, non si limitano a cani e gatti trovati per strada, ma anche a tutti quegli animali utilizzati per la ricerca in laboratorio: conigli, porcellini d’India, topi e cavie.

A occuparsene sono alcuni centri di recupero che si occupano della cura e della riabilitazione di piccoli animali con l’obiettivo di trovare loro una famiglia accogliente e amorevole. Una di queste associazioni è La collina dei conigli che si è specializzata nel recupero di conigli e altri piccoli roditori costretti a trascorrere la maggior parte della loro esistenza in una gabbia così piccola da non consentirgli neppure di muoversi. Non è raro, infatti, che molti conigli detenuti in queste gabbie alla lunga presentino problemi ortopedici dovuti proprio alle condizioni di stabulazione, non certo pensata per il benessere dell’animale.

Se ogni anno in italia in laboratorio muoiono migliaia di animali, ce ne sono altri che possono avere una seconda chance di vita. Esiste infatti una Direttiva europea del 2010 recepita da decreto legislativo del 2014, che indica le normative vigenti per la tutela degli aninali da laboratorio e nello specificio consente, ai laboratori di sperimentazione che lo vogliano fare, di non uccidere gli animali ‘sani' e ‘salvabili' e di affidandoli a privati o associazioni che se ne occupino.

In questo modo, anziché essere soppressi al termine degli esperimenti, gli animali da laboratorio possono essere trasferiti in una famiglia che se ne prenda cura, sempre che rispondano a determinate caratteristiche. Dopo il recuperato dal laboratorio, infatti, tutti gli animali vengono sottoposti ad un’accurata visita veterinaria e, se necessario, vengono sottoposti alla cura più appropriata. Successivamente vengono vaccinati e sterilizzati e poi avviati al percorso di riabilitazione più adatta alla loro specie e alla condizione di salute.

La riabilitazione è sempre un lungo processo che comporta innanzitutto l'espansione degli spazi in cui vivere e muoversi, ma anche la rieducazione alimentare e l'interazione con l'uomo e con gli altri animali. Un percorso indispensabile per permettere quello che viene chiamato rehoming, vale a dire la possibilità di dare una seconda chance a questi animali che per mesi se non addirittura anni sono stati sottoposti solo a esperimenti.

La riabilitazione ha quindi un duplice scopo: quello di garantire loro benessere e, nella migliore delle ipotesi, un'adozione felice.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.