video suggerito
video suggerito
15 Aprile 2021
16:00

Non c’è pace per la Scala dei Turchi: si stacca un altro pezzo della falesia

In questi giorni una porzione della falesia di marna si è sgretolata, precipitando nella spiaggia sottostante (fortunatamente deserta). Il luogo è sotto sequestro da oltre un anno, e intanto pubblico e privato continuano a litigare. "Per la Scala dei Turchi si è mossa solo la Procura di Agrigento", denuncia l'associazione Mareamico, che ha diffuso le immagini dell'accaduto.

104 condivisioni
Non c’è pace per la Scala dei Turchi: si stacca un altro pezzo della falesia
Immagine

Fa male vedere la Scala dei Turchi, uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia, a Realmonte (in provincia di Agrigento), ridotta in queste condizioni. Ieri all'alba, l'associazione Mareamico ha segnalato sui suoi canali social l'ennesimo crollo di una parte della falesia di marna. Il costone di roccia si è sgretolato ed è precipitato giù nella spiaggia, che per fortuna era deserta.

Il crollo è avvenuto in realtà in una parte vicina alla scala dei Turchi vera e propria, ad una settantina di metri dal sito, che si è candidato a diventare Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Non si sa quando si sia verificato precisamente l'evento, che, secondo il presidente della delegazione di Agrigento di Mareamico Claudio Lombardo, potrebbe essere stato favorito dal forte vento dei giorni scorsi.

La Scala dei Turchi è al centro di una tormentata vicenda giudiziaria, che vede da una parte l'amministrazione pubblica e dall'altra un privato, Ferdinando Sciabbarrà, che ne rivendica la proprietà sulla base di vecchi documenti. Dal momento che il contenzioso si stava protraendo nel tempo senza trovare una soluzione e intanto pezzi di roccia si staccavano dalla parete, il 27 febbraio dello scorso anno proprio per il pericolo di ulteriori crolli l'autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro la località e interdetto l'accesso al pubblico (anche se c'è chi continua a scavalcare le recinzioni).

Una decisione che ha fatto discutere, visto che si tratta di impedire la visita di una delle principali attrazioni turistiche dell'isola, ma inevitabile. "Di fronte alle lungaggini, burocratiche e giudiziarie e, naturalmente quelle politiche, ad Agrigento paradossalmente è spesso la Procura a prendere decisioni drastiche a protezione della vita", denuncia Mareamico. Il vero tema è proprio questo: chi si prende cura di questa meraviglia della natura, così fragile e preziosa?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.