Non è vero che i vaccini causano le varianti: i medici sfatano l’ennesima fake news

Chi è contro i vaccini ritiene che le varianti siano provocate proprio dalle persone che hanno già ricevuto la loro dose e risultano quindi immuni. Ma diverse di loro, come l’Alfa, la Delta, la Beta e la Gamma circolavano già diverso tempo prima che si partisse con le campagne vaccinali nei vari Paesi. Proviamo a capire meglio il legame tra immunità e varianti.
Giulia Dallagiovanna • 2 Agosto 2021
* ultima modifica il 02/08/2021

I vaccini causano le varianti e quindi i vaccinati sono pericolosi. È solo una delle tante fake news che i novax stanno diffondendo e in cui, purtroppo, tante persone ci cascano e si rifiutano quindi di prendere appuntamento. O peggio, scendono in strada in manifestazioni dove è rigorosamente vietata la mascherina e favoriscono così lo scoppio di focolai. Se anche tu hai letto questa notizia da qualche parte e inizi a mettere in dubbio l'utilità dell'arma più importante che abbiamo oggi contro il Covid, i vaccini appunto, ti invito a continuare a leggere questo articolo per capire meglio come funzionino varianti e immunità.

Prima di tutto, un breve riassunto. In tutto il mondo circolano già centinaia di varianti del SARS-Cov-2, ma quelle che hanno attirato maggiormente l'attenzione sono 8, tutte monitorate dall'Organizzazione mondiale della sanità e dai diversi enti sanitari dei vari Paesi in cui sono presenti. In Italia se ne occupa l'Istituto superiore di sanità, che nell'ultimo report periodico, pubblicato il 30 luglio, ci ha fatto sapere come la prevalenza della Delta avesse ormai raggiunto e superato il 94%. L'Alfa, che durante l'inverno è stata dominante, è scesa invece al 3,2% e la Gamma (ex brasiliana) resta attorno all'1,4%. La quarta ondata, dunque, è provocata soprattutto dalla Delta che si è dimostrata essere ben più contagiosa di quella che prima veniva indicata come "inglese".

Come nascono le varianti

Ma da dove arrivano tutte queste varianti? In realtà, è del tutto normale che un virus muti. Lo fanno tutti, persino quelli che provocano la classica influenza con l'arrivo delle basse temperature. Questo perché ogni volta che entra in una cellula comincia a replicarsi per poterti infettare e farti ammalare. Ma servono un numero enorme di copie e quindi è possibile che alcune di queste nascano con degli errori. Un po' come a telefono senza fili: a mano a mano che la stessa frase viene ripetuta, qualcuno la dirà sbagliata. Magari il significato complessivo rimane, oppure si può intuire, però le parole sono state alterate.

E così accade anche per le copie delle cellule infettate da un virus. Queste mutazioni, lo potrai intuire, sono davvero tantissime e solo alcune di loro, peraltro in un numero molto ristretto, danno luogo a varianti vere e proprie. Si distingueranno dal virus originale per caratteristiche peculiari che le potranno rendere più o meno contagiose e più o meno letali. La Delta, ad esempio, porta con sé una carica virale maggiore a danno delle vie aeree superiori e questa peculiarità la rende più facilmente trasmissibile.

Così come accade tra tutte le specie viventi, sopravvive chi sa adattarsi meglio all'ambiente circostante. Per questo motivo il pericolo è che ne emergano alcune che siano in grado di resistere a vaccini e terapie.

Varianti e persone vaccinate

Abbiamo iniziato a parlare di varianti quando sono arrivati i primi vaccini. E quindi, insomma, o non esistono e sono un complotto di Big Pharma per farci avere più paura, oppure sono proprio le persone vaccinate a provocarne la nascita. In realtà, non è così. Le varianti esistono fin dall'inizio di questa pandemia, tant'è che in Europa non si è diffuso il SARS-Cov-2 originale nato a Wuhan, ma una variante più contagiosa che era stata identificata con la sigla D614G.

In Italia non si è diffuso il virus originale nato a Wuhan, ma alcune varianti e in particolare la D614G

E ancora. La variante Delta è emersa in India, e precisamente nello Stato del Maharashtra, già a ottobre 2020, molto prima che i vaccini fossero approvati. Ne abbiamo parlato successivamente perché ha iniziato a diffondersi solo a partire dalla primavera del 2021 ed è in aprile che è scoppiata la gravissima situazione nel Paese asiatico.

Ancora prima, verso la fine di settembre, abbiamo invece saputo della variante Alfa, emersa nel sud dell'Inghilterra e rivelatasi subito più contagiosa rispetto alle altre. Quindi no, la colpa non può essere delle persone vaccinate, semplicemente perché in quel momento non ce n'erano. Alle ultime settimane del 2020 risalgono anche la variante Beta e Gamma, che hanno iniziato a circolare quando la popolazione vaccinata era davvero pochissima perché la campagna era ai suoi esordi ed era stata avviata solo in alcuni Paesi.

Torniamo al tuo dubbio: perché ne parliamo solo da quando esistono i vaccini? Perché la domanda che ci si poneva era se questi farmaci potessero garantire protezione anche dalla mutazioni più consistenti del virus. E per fortuna al momento sembrerebbe proprio di sì.

Il problema dell'immunità parziale

"Una replicazione virale prolungata in presenza di una immunità parziale potrebbe aver contribuito allo sviluppo di varianti che possono almeno in parte sfuggire alla risposta immunitaria umana", ha spiegato Mike Ryan, direttore esecutivo del programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un report sul New England Journal of Medicine.

Nemmeno in questo caso, però, il riferimento è ai vaccini. Il report infatti menziona i pazienti immunocompromessi, condizione in cui ci si può trovare anche dopo essersi sottoposti alle terapie utilizzate oggi contro il Covid, ovvero plasma iperimmune e anticorpi monoclonali. "L’uso di trattamenti a base di anticorpi – si legge -, per esempio anticorpi monoclonali o plasma di convalescenti, in circostanze in cui sono di limitata o non dimostrata efficacia, può contribuire ulteriormente alla evoluzione di varianti preoccupanti (VOC, variants of concern) che potrebbero superare non solo la protezione conferita da queste, ma anche da altre risposte anticorpali. Gli interventi con efficacia parziale possono quindi incoraggiare l’evoluzione virale". Sembra ad esempio che la variante Alfa abbia avuto origine proprio da un paziente immunocompromesso in cura con il plasma di convalescenti.

Vaccini e immunità naturale

Tra chi non nega l'esistenza del Covid, ma rimane comunque contro i vaccini, si è diffusa l'idea che sia meglio sviluppare l'immunità naturale. In altre parole, attendere di contagiarci tutti per poi avere gli anticorpi così come previsto da Madre Natura. Giusto ricordare che Madre Natura ha previsto che solo il più forte sopravviva e infatti in questo progetto dovremo includere anche diverse centinaia di morti e migliaia di ricoveri in terapia intensiva. Tutto questo, senza avere ancora ben chiari i possibili effetti a lungo termine del virus.

Ma c'è di più. L'immunità stimolata dai vaccini non è sostanzialmente differente da quella sviluppata da chi è guarito dal virus. Con la differenza che più persone si infettano, più il virus potrà replicarsi e quindi più campo libero sarà dato alle varianti. Vaccinarci e ridurre il più possibile il rischio di ammalarci e persino di contagiarci è una forma di protezione verso noi stessi, le persone che ci stanno attorno e l'intera comunità.

Fonti| Dottore ma è vero che…? (Portale a cura dell'Ordine dei Medici); Istituto superiore di sanità

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.