Non solo animali esotici: entro 30 anni anche il criceto potrebbe sparire dal Pianeta

Lo fa sapere l’IUCN attraverso l’aggiornamento della lista delle specie in pericolo estinzione, cui ha da poco aggiunto proprio il criceto comune accompagnato dal fungo tibetano, i lemuri e le balene del Nord Atlantico. La soluzione per contrastare questo declino? Eco turismo nelle aree protette e una tutela che interessi tutti gli animali e non soltanto pochi eletti.
Sara Del Dot 16 luglio 2020

Quando si parla di specie in estinzione sicuramente tendi a pensare subito al gorilla, al panda gigante e alla tigre di Sumatra. Eppure per avere a che fare con animali potenzialmente prossimi alla scomparsa definitiva dal Pianeta non c’è bisogno di attraversare l’oceano. Anzi, in questo momento potresti averne uno dentro casa, inconsapevole del suo valore per la biodiversità mondiale. Sto parlando di lui, sì, di lui, il roditore che tutti da piccoli abbiamo desiderato tenere in una gabbietta per guardarlo mentre corre sulla ruota.

Sembra impossibile, eppure il criceto europeo (nome scientifico cricetus cricetus) ha appena fatto il suo ingresso nella lista rossa delle specie a rischio estinzione dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature) con l’etichetta “critically endangered”, ovvero “in grave pericolo”. In pratica, entro 30 anni uno dei più gettonati animali da compagnia potrebbe scomparire per sempre, dalle nostre case e dalla natura. Questo a causa della riduzione consistente dei livelli di natalità di questo animale, passati da circa 20 cuccioli l’anno per ogni femmina a un massimo di 5 o 6.

Accanto al criceto, a entrare nella lista aggiornata dei futuri ricordi del Pianeta anche il fungo tibetano, ricercatissimo per essere utilizzato nella medicina tradizionale cinese e quindi in rapida sparizione, ma anche varie specie di lemuri e le balene del Nord-Atlantico.

La crescente sparizione di specie vegetali e animali che fino ad ora credevamo ci sarebbero state per sempre rappresenta la prova evidente del fatto che non dobbiamo abbassare la guardia mai, e che la tutela della biodiversità va applicata sempre su qualunque sfaccettatura naturale. Una protezione, quindi, che va applicata ovunque e non soltanto alle specie notoriamente a rischio, ma anche a quelle che tendiamo a dare per scontate come, appunto, il criceto che abbiamo acquistato al negozio di animali per qualche euro o il fungo che ci viene proposto come un’elisir per i reni.