Norvegia da record: riciclato il 97% delle bottiglie di plastica

Un’azienda del paese nordico ha sviluppato un innovativo sistema per incentivare il riciclo delle bottiglie di plastica. In pratica, si tratta di far pagare all’acquirente un sovrapprezzo che poi gli viene restituito, una volta utilizzato il contenitore. E alcuni paesi stanno studiando questo modello per replicarlo.
Federico Turrisi 3 novembre 2019

Che i paesi scandinavi siano un modello di efficienza non è una novità. Devi sapere che gli stati del Nord Europa sono anche all'avanguardia nello sviluppo di soluzioni sostenibili. L'azienda norvegese Infinitum, in particolare, ha messo a punto uno dei sistemi più efficienti ed ecologici per riciclare le bottiglie di plastica che produce. Stiamo parlando di un tasso di riciclo del 97%. Per darti un'idea, l'Italia raggiunge il 55%. Qual è il segreto dei norvegesi?

In sostanza, il sistema si basa su uno schema che è assimilabile a quello del carrello della spesa. Quando vai al supermercato, per usarlo devi inserire una moneta che poi ti viene restituita quando hai terminato la spesa. In Norvegia accade qualcosa di analogo, ma con le bottiglie di plastica. Quando ne acquisti una, paghi un piccolo sovrapprezzo, pari a una somma che oscilla tra i 12 e i 27 centesimi di euro. Una volta utilizzata, la bottiglia può essere restituita nel negozio in cui è stata acquistata oppure buttata in apposite macchinette (sul terriotiro norvegese ce ne sono più di 3.700). Attraverso la lettura di un codice a barre, la cifra pagata in più per la bottiglia di plastica viene restituita, in denaro o sotto forma di buoni sconto. In più, i titolari dei negozi ricevono anche una piccola percentuale per ogni bottiglia avviata a riciclo.

Un sistema che accontenta tutti e che impone un cambio di mentalità per i consumatori. Come a dire, non stai comprando un prodotto, stai prendendo in prestito un imballaggio. E dai risultati ottenuti sembra proprio che l'idea stia funzionando. Alcuni paesi, come Germania e Lituania, stanno già cominciando ad adottare un simile modello. Perché allora non importarlo anche qui in Italia?