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6 Luglio 2019
14:00

Notre Dame restaurata potrebbe ospitare una grandiosa serra sul tetto: la proposta di Studio NAB

Non mancano idee e soluzioni per riportare a nuova vita la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, andata in fiamme lo scorso 15 aprile. Lo studio NAB ha presentato un progetto 100% green: al posto del tetto nascerebbe una serra volta ad ospitare diverse iniziative e un apiario, per prendersi cura delle arnie scampate all'incendio.

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Notre Dame restaurata potrebbe ospitare una grandiosa serra sul tetto: la proposta di Studio NAB
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Oltre al tetto, è crollata con tutta la sua struttura portante in legno, anche la guglia centrale. A poche ore dall'incendio della Cattedrale di Notre Dame, avvenuto lo scorso 15 aprile, è subito partita la stima dei danni. La “Nostra Signora”, così viene chiamata dai francesi, è andata parzialmente distrutta, è stata molto danneggiata, ma poteva andare anche peggio.

Così, una volta domate le fiamme, alla ricostruzione della bellissima cattedrale di Notre Dame vogliono partecipare tutti, dal più ricco al più povero, aderendo alla raccolta fondi creata appositamente per la ricostruzione della cattedrale. Ma quello che serve è soprattutto una buona idea per far rinascere questo meraviglioso luogo di culto. E una brillante idea è stata quella avuta dallo Studio NAB, che ha presentato la bozza di una proposta intitolata Notre Dame de Paris “In green for all of us”, un progetto di restauro 100% green, che prevede la realizzazione di una grande serra al posto di quello che prima era il tetto della cattedrale.

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Un progetto che sposa la richiesta fatta dal Primo Ministro francese Édouard Philippe, che voleva una soluzione che si adattasse ai temi più attuali e contemporanei, vale a dire quelli che parlano di salvaguardia dell’ambiente, di  sostenibilità e di cambiamenti climatici.

Detto e fatto. Lo studio NAB non ha aspettato troppo per presentare il suo progetto, ossia l'intenzione di far crescere alberi d’alto fusto e piante sulla cattedrale. La serra progettata ospiterebbe iniziative di reinserimento professionale volte ai più poveri, con corsi di agricoltura urbana, orticoltura e permacultura, e spazi dedicati a laboratori didattici per i più giovani.

Secondo il progetto dello studio, la struttura in rovere che è andata bruciata e che è stata soprannominata "The forest", dovrebbe essere riutilizzata per creare tutte le piantatrici e le strutture presenti nella serra, seguendo un design che rispetti la forma originale dell’edificio. Questo "riuso" ha un significato ancora più profondo, ossia l'accettazione dei fatti accaduti e la rinascita, attraverso la cenere, di una nuova "foresta".

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La guglia centrale, che durante il rogo è collassata, dovrebbe diventare un apiario, in grado di ospitare decine di alveari al suo interno. Perché proprio le api? Perché Notre Dame ospitava delle arnie donate nel 2013 dell’apicoltore parigino Nicolas Géant alla Curia. Nonostante le arnie siano state lambite dalla fiamme, si sono salvate. Ora occorre metterle in condizione di non correre ulteriori pericoli e di permettere alle api di fare il proprio lavoro.

Infine, la copertura del tetto, pensata come una struttura in acciaio color oro e fatta di pannelli di vetro, il tutto rispettando la sequenza originale dei tetti.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.