Oggi è il quarto sciopero globale per il clima: Fridays for Future lancia il “Block Friday”

Il movimento ambientalista globale invita a boicottare il Black Friday, simbolo di un modello consumista estremamente inquinante, snobbando negozi e sconti per scendere in strada a manifestare. In Italia, intanto, i ragazzi del clima provano a unire le forze con un altro movimento che in questi giorni sta riempiendo le piazze: quello delle sardine.
Federico Turrisi 29 novembre 2019

Sono passati due mesi dall'ultimo Global climate strike e i giovani di tutto il mondo tornano a protestare per chiedere subito interventi e fermare la crisi climatica. Questa volta hanno qualche motivo in più per scendere in piazza e far sentire la propria voce. L'obiettivo dei ragazzi del Fridays for Future, il movimento globale nato sull'esempio degli scioperi per il clima di Greta Thunberg, non è solo quello di fare pressione a un appuntamento importante come il Cop25, la conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che si terrà a Madrid nei giorni immediatamente successivi alla mobilitazione, cioè dal 2 al 13 dicembre.

Oggi 29 novembre è anche il Black Friday, la giornata che apre con sconti e promozioni la stagione dello shopping natalizio. Agli occhi degli ambientalisti un simbolo del consumismo dilagante, di un modello economico per niente sostenibile, votato all'usa e getta e allo spreco. L'industria tessile contribuisce in maniera significativa alle emissioni globali di gas serra con i suoi 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, senza contare che troppo spesso ricorre a manodopera a basso costo (anche minorile) in paesi in via di sviluppo.

L'industria tessile emette 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno

La colpa è soprattutto del cosiddetto "fast fashion", ossia un modello di produzione finalizzato a rendere i capi d'abbigliamento accessibili alla disponibilità economica di tutti con prezzi bassissimi e a durare talmente poco da poter orientare le tendenze e rendere un articolo già vecchio dopo appena qualche mese. Considera poi il notevole impatto ambientale delle spedizioni (il trasporto su gomma rappresenta il metodo di spedizione di gran lunga più utilizzato) dovuto all'impennata degli ordini online. Insomma, il Black Friday non è solo una macchina da soldi, ma è un'autentica bomba ecologica. Ecco allora che i giovani manifestanti, per contestare un modello del genere, hanno lanciato il "Block Friday", invitando le persone a boicottare i negozi e i siti di e-commerce per manifestare in piazza. A Milano, per esempio, è stato organizzato uno "Swap Party": anziché comprare i vestiti delle catene che promuovono il fast fashion, ci si scambia abiti usati che altrimenti verrebbero buttati.

Inoltre, per il quarto sciopero globale per il clima la sezione italiana del Fridays for Future ha voluto coinvolgere il neonato movimento anti-Salvini delle sardine, che proprio come i FFF rifiutano di essere accostati a un qualunque partito politico. Un'alleanza inedita che mette insieme due realtà nate dal basso, in grado di portare nelle piazze italiane decine di migliaia di persone. "Siamo convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e, anzi, spesso coincidano." – si legge in una lettera aperta firmata dai ragazzi del Fridays for Future Roma e rivolta a tutte le sardine – "Siamo certi che tanti di voi abbiano a cuore la situazione climatica, così come sappiamo che molti di noi stanno prendendo parte con entusiasmo alle vostre iniziative volte a evidenziare l’emergenza democratica in corso nel Paese. Questi scambi, queste commistioni, sono il segnale più evidente che l’emergenza climatica non potrà essere affrontata e risolta senza prima affrontare l’emergenza democratica".