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21 Giugno 2021
14:30

Oipa contro le vacanze-inferno per gli animali randagi: la campagna sui bus di Londra per incoraggiare viaggi più etici

"Una vacanza per te. Un inferno per noi": è questo il messaggio che dal 7 giugno è apparso sul retro di 45 bus londinesi a due piani, una campagna animalista ideata da Oipa International per sensibilizzare sul problema del randagismo nei luoghi di vacanza, che spesso viene risolto dalle istituzioni locali uccidendo in massa cani e gatti già costretti a vivere in condizioni precarie. Cosa possono fare i turisti? Optare per viaggi più etici, informandosi sulle condizioni dei randagi prima di partire.

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Oipa contro le vacanze-inferno per gli animali randagi: la campagna sui bus di Londra per incoraggiare viaggi più etici
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Le vacanze estive sono un momento critico per tanti animali, ma non solamente per il rischio abbandono, che probabilmente è la prima cosa che ti viene in mente. Pensa invece a quei luoghi di villeggiatura paradisiaci, pieni di scorci da fotografare e di cani o gatti randagi che spesso e volentieri affollano gli angoli di queste città, ma a che prezzo? In molte località, dietro allo zampettare di queste creature che qualche sciagurato turista potrebbe considerare persino un'attrazione, si nasconde un inferno: quello di animali denutriti e colpiti dalle malattie, che sopravvivono a stento oppure, in alcuni casi, vengono uccisi in massa e in modo crudele dalle autorità locali.

È a tutto questo che Oipa International vuole dire "no" in modo chiaro, tanto da ideare una campagna animalista che dal 7 giugno è apparsa sul retro di 45 autobus che percorrono ogni giorno le strade del centro di Londra, con un messaggio breve ma diretto e semplice da capire accompagnato dalle foto di alcuni animali randagi: "Holiday for you, Hell for us. #EthicalTravel”. Tradotto, "Una vacanza per te. Un inferno per noi."

I celebri bus rossi londinesi a due piani, quindi, sono diventati il mezzo per cercare di sensibilizzare milioni di persone su un problema che Oipa International cerca di combattere da tempo, dialogando con le autorità locali di quel Paesi nei quali gli animali randagi vengono uccisi brutalmente e in gran numero non appena diventano una minaccia per i turisti che accorrono da tutto il mondo. È la stessa organizzazione a citare l'esempio di Dubai, dove i randagi continuano a sparire ed essere uccisi per fare sì che non possano distogliere l'attenzione dallo sfarzo e dal lusso che da anni rappresentano un tratto distintivo della città; un'attività brutale che si starebbe persino accentuando in vista di Expo 2020, che comincerà ad ottobre 2021 dopo il rinvio dovuto alla pandemia.

Come Dubai, molte altre destinazioni nel mondo avrebbero le risorse per affrontare la questione del randagismo in modo efficace, ad esempio attraverso programmi di vaccinazione e sterilizzazione appropriati, ma preferiscono invece risolverla nel modo più crudele e veloce, sbarazzandosi di tantissimi animali ai quali basterebbe poco per dare una vita migliore. La campagna di Oipa International, però, punta anche a farci capire che, se vogliamo che la situazione cambi, non è possibile nascondersi ancora dietro i comportamenti irresponsabili delle istituzioni: viaggiare in modo etico, che richiesto dall'hashtag #EthicalTravel, significa anche tenere in considerazione il benessere degli animali quando ci ritroviamo a scegliere una destinazione per le nostre vacanze, ed essere disposti a cambiare luogo se questa condizione non viene soddisfatta.

Diventato giornalista quasi senza sceglierlo, lasciando che la passione per la scrittura e per le storie raccontate agli amici si trasformasse nelle prime collaborazioni durante l’università. Prima del tesserino di pubblicista del 2019 ci sono anni di articoli scritti per siti e quotidiani, soprattutto di sport ma senza chiudere la porta ad altri temi, dalla scienza alla tecnologia. Che sia un piccolo spazio verde cittadino, un pezzo di campagna o un parco nazionale sulle montagne più alte di un paese pieno di spiagge, sono irrimediabilmente attratto dalla natura di cui, spesso si tende a dimenticarlo, siamo innanzitutto ospiti. Amo le lingue straniere, sinonimo per me di apertura e opportunità, come quella di diventare traduttore. Inoltre, sono le chiavi che mi aiutano ad aprire quel mondo che poi racconterò agli altri, sempre con la cura e la precisione che il giornalismo richiede.