La scelta dei tedofori delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 è diventata un caso istituzionale. Dopo giorni di polemiche per l'esclusione di tanti atleti ed ex atleti, è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, chiedendo chiarimenti ufficiali alla Fondazione Milano-Cortina e al CONI.
La contestazione principale riguarda la presenza nella staffetta della torcia olimpica di numerosi volti noti dello spettacolo e dei social, a discapito di nomi storici dello sport italiano.
A sollevare il dibattito è stata, tra le altre, la partecipazione di Gabriele Sbattella, noto al grande pubblico come L’Uomo Gatto di Sarabanda. Insieme a lui, tra i tedofori figurano celebrità come Achille Lauro, Claudia Gerini, Melissa Satta e altri personaggi del mondo del cinema, della musica e del web.
Le critiche sono nate dal confronto con l’assenza di campioni olimpici come Kristian Ghedina, Silvio Fauner, Giorgio Di Centa, Marco Albarello e Piller Cottrer, esclusi nonostante il loro contributo storico allo sport italiano.
Nella lista ufficiale dei 10.001 tedofori non mancano comunque figure del mondo sportivo: Matteo Berrettini, Francesco Bagnaia, Jasmine Paolini, Filippo Ganna e Fabio Cannavaro hanno ricevuto l’onore di portare la torcia.
Ma la mancata inclusione di tanti altri olimpionici ha fatto rumore, soprattutto perché molti di loro continuano a promuovere i valori dello sport in tutta Italia.
Il ministro Abodi: “Scelte che sorprendono, voglio vederci chiaro”
Il ministro Abodi ha espresso il suo disappunto per la selezione di alcuni profili:
“Sono rimasto spiazzato. Di fronte a un evento simbolico come la staffetta della torcia, credo che la priorità dovesse andare a chi ha fatto la storia dello sport italiano”.
Il ministro ha quindi chiesto informazioni dettagliate su quali criteri siano stati adottati dalla Fondazione Milano-Cortina per la selezione dei partecipanti.
I criteri di selezione dei tedofori
Ma come sono stati scelti i tedofori? I parametri ufficiali parlano di tre valori guida: talento, energia e rispetto. Non è stato quindi considerato solo il merito sportivo, ma anche l’impatto sociale dei candidati.
Tra i requisiti:
Essere agenti del cambiamento nelle comunità
Aver contribuito a temi come inclusione, sostenibilità ambientale e valori civici
Avere una forte connessione territoriale
Essere considerati modelli positivi, anche al di fuori dello sport
Perché è stato scelto L’Uomo Gatto
Il caso simbolo delle polemiche è quello dell’Uomo Gatto, selezionato come tedoforo per la tappa di Fermo, sua città natale. Secondo l’organizzazione, la sua scelta rispecchia i criteri di territorialità e popolarità locale, senza alcun trattamento di favore.
Tuttavia, la sua presenza è stata interpretata da molti come l’emblema di una gestione discutibile, in cui le esigenze mediatiche sembrano aver prevalso sul riconoscimento del merito sportivo.
Conclusione: serve trasparenza sulle scelte
Il caso dei tedofori per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 pone l’accento su un tema importante: il giusto equilibrio tra spettacolo, promozione e rispetto per lo sport. L’intervento del ministro Abodi segna un primo passo verso una maggiore trasparenza e valorizzazione degli atleti, in vista di un evento che rappresenterà l’Italia nel mondo.