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11 Febbraio 2020
9:00

Olio d’oliva in cambio di olio esausto: così a Vallesaccarda si promuove il riciclo (e l’agricoltura locale)

In un piccolo paese della provincia di Avellino si sperimenta un metodo originale per avviare a recupero l'olio alimentare usato: per ogni 5 litri raccolti in regalo un litro di olio extravergine di oliva proveniente solo da aziende locali. L'iniziativa, partita nel 2014, ha ottenuto risultati più che interessanti.

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Olio d’oliva in cambio di olio esausto: così a Vallesaccarda si promuove il riciclo (e l’agricoltura locale)
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Per quanto i medici e i nutrizionisti consiglino sempre di non esagerare, è difficile resistere ai cibi fritti. Ogni tanto puoi concederti di mangiarli. Ma dopo aver preparato un piatto di patatine fritte, dove butti l'olio che hai utilizzato? Sappi che gettarlo nel lavandino è un errore, perché intasa le tubature che col tempo si possono ostruire, creando problemi alle condotte fognarie e al funzionamento dei depuratori, facendo così innalzare il costo per la loro manutenzione. Ma soprattutto buttarlo via significa inquinare l'ambiente. L'olio alimentare usato si può, anzi si deve recuperare. Ognuno di noi dovrebbe raccoglierlo per esempio in una bottiglia di plastica e poi portarlo negli appositi centri di raccolta. Una bella seccatura, penserai. E se raccogliendolo ricevessi una sorta di premio in cambio? Forse saresti molto più attento e compieresti questa operazione anche di buon grado magari.

A Vallesaccarda, un Comune della provincia di Avellino di poco più di 1.000 abitanti, l'amministrazione ha escogitato uno stratagemma davvero originale. E pare proprio che funzioni alla grande. Il meccanismo è molto semplice: se raccogli 5 litri di olio esausto, in regalo hai una bottiglia da un litro di olio extravergine di oliva rigorosamente locale. "Abbiamo trovato un'azienda del Beneventano che ricicla l'olio esausto e che ci ha fornito le taniche da 5 litri da distribuire ai cittadini, oltre a tre grossi serbatoi che abbiamo posizionato nel centro di raccolta. La tanica riempita dalla famiglia viene ritirata dall'addetto comunale che poi riversa il suo contenuto nella botte più grande, nel centro di raccolta per l'appunto", spiega Franco Archidiacono, sindaco di Vallesaccarda.

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Risultato? Solo nel 2019 sono stati raccolti oltre 500 litri di olio alimentare esausto. Numeri impressionanti per un piccolo Comune come Vallesaccarda. E non è finita qui. La stessa logica è stata seguita per la raccolta dell'alluminio. Per ogni chilo di materiale reso al centro di raccolta, il cittadino riceve una confezione di caciocavallo e un barattolo di miele da 250 grammi, sempre provenienti da aziende agricole locali.

"L'iniziativa rientra in un progetto più ampio chiamato «Agricoltura di comunità», approvato in Consiglio Comunale nel 2014, in cui l'obiettivo era coniugare due aspetti", prosegue Franco Archidiacono. "Il primo è quello di far conoscere ai nostri cittadini i prodotti di qualità del nostro territorio, considerando che non è scontato che in tutti i nuclei familiari del paese ci sia chi produce direttamente l'olio. Il secondo è quello di salvaguardare l'ambiente, cercando di sconfiggere una cattiva abitudine come quella di buttare l'olio esausto nel lavandino. Per farlo abbiamo pensato dunque a una promozione: se tu ti impegni a svolgere correttamente la raccolta differenziata e a darmi materiale da avviare a riciclo, io ti do in omaggio un prodotto dei nostri coltivatori locali. In questo modo, inoltre, siamo riusciti a dare vita a una filiera corta del rifiuto".

Valorizzare i prodotti locali e allo stesso tempo favorire l'economia circolare: quello di Vallesaccarda è solo un esempio di come si possano combinare in maniera virtuosa le due cose, arricchendo tutta la comunità e facendo anche del bene all'ambiente. Perché allora non replicare questo modello anche in altri Comuni italiani?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.