PAC: come si sta muovendo il Ministero dopo che la Commissione europea ha bocciato il Piano sull’agricoltura

Il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali ha presentato all’Unione Europea a inizio anno il Piano Strategico per la Politica Agricola Comune 2023-2027. Il piano contiene una serie di obiettivi su come l’Italia ha intenzione di investire i fondi europei. Per ricevere questi finanziamenti dobbiamo sostenere l’agricoltura comunitaria e ridurre allo stesso tempo l’impatto ambientale. Ma la Commissione Europea ha parzialmente bocciato il Piano, ritenendolo pieno di lacune e mancante di accordi concreti con le Regioni sugli investimenti.
Francesco Castagna 21 Aprile 2022

Anche se abiti fuori dalla città, lontano dai palazzi delle istituzioni e in aree non metropolitane, devi sapere che l’Unione Europea non è così astratta come pensi, e che non interviene esclusivamente nei grandi centri. Infatti esistono dei fondi chiamati FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), fatti apposta proprio per finanziare programmi di sviluppo delle aree rurali in tutti gli Stati dell’Unione. Questi finanziamenti sono contenuti nella PAC, la Politica agricola comune europea, e ogni Stato membro deve comunicare alla Commissione Europea come spenderli.

Il nostro titolo V della Costituzione prevede, come saprai, che di politiche come queste lo Stato ne debba discutere con le Regioni. Proprio per questo, nell’incontro che si è tenuto al Ministero delle Politiche agricole il 19 aprile, il Ministro Patuanelli ha promesso di accelerare il confronto con le Regioni in merito alla gestione dei Fondi europei. Significa che, se lo Stato o le Regioni non si accorderanno o non presenteranno dei progetti validi, non potrai vedere gli effetti dei fondi europei, che sono soldi che paghi anche tu in tasse.

Su questo tema infatti la Commissione ha ripreso, con una relazione, il Ministero e l’Italia per aver presentato un piano troppo vago, segnalando una “carenza di informazioni sull'allocazione finanziaria degli interventi del Secondo Pilastro della PAC”. In sostanza, ha rimproverato all’Italia un piano insufficiente su tre punti (presenti nel Secondo Pilastro della PAC in cui si affrontano le politiche per le aree rurali), e sono:

  • promuovere la competitività dell’agricoltura
  • garantire  la gestione sostenibile delle risorse naturali e l'azione per il clima
  • conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro

Sostanzialmente, devi sapere, il Ministero ha presentato una serie di obiettivi, ma in molti di questi non ha indicato degli interventi pratici. L’incontro quindi è servito apposta per ripresentare delle soluzioni adatte alle richieste della Commissione entro luglio 2022. Anche se il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali ha preferito al momento non rispondere sugli ulteriori sviluppi del Piano Strategico, si apprende dal sito del Ministero che i temi oggetto della discussione sono stati cinque: equità del sostegno al reddito, Green Deal, Architettura Verde, Filiere e concentrazione dell’offerta e Sviluppo rurale.

Devi sapere poi che un altro tema centrale per l’Italia è quello di continuare a garantire la condizionalità ambientale, un accordo raggiunto nel 2003 e inserito nella PAC attuale, riproposto per la Politica Agricola Comune 2023-2027. La condizionalità ambientale è un insieme di norme che gli agricoltori devono rispettare per ricevere il pagamento unico, un sostegno per le aziende agricole che garantiscono il giusto equilibrio tra la produzione e il rispetto della natura e dell’ambiente. In ultimo, è importante che tu sappia che, a causa del conflitto russo-ucraino, l’Unione Europea ha chiesto all’Italia di incoraggiare l’agricoltura di precisione, di migliorare l’efficienza energetica e l’uso di fertilizzanti organici e non industriali. Mettendo in atto questi cambiamenti avremmo tre vantaggi, da una lato continueremmo a produrre in maniera competitiva nonostante il conflitto in corso, dall’altra saremmo in grado di ridurre i costi e quindi pagheresti di meno i prodotti che acquisti, e in più con dei fertilizzanti sostenibili ridurremmo l’impatto ambientale.