Il pane in cassetta è uno degli alimenti più acquistati al supermercato. Morbido, pratico e versatile, viene utilizzato ogni giorno per preparare toast, tramezzini, panini e colazioni veloci. Ma cosa si nasconde davvero nelle fette di pancarrè che portiamo in tavola?
A sollevare alcuni interrogativi è un'indagine del Salvagente, che nel settembre 2025 ha pubblicato i risultati delle analisi di laboratorio condotte su 14 confezioni di pane in cassetta, tra panbauletti bianchi e integrali venduti nei supermercati italiani.
Il test ha individuato residui di pesticidi, glifosato e micotossine in diversi prodotti, anche di marchi molto conosciuti. Tra quelli che hanno ottenuto i punteggi più bassi figurano referenze di Lidl, Esselunga, Carrefour, Mulino Bianco e San Carlo.
Un dato va però precisato: tutte le concentrazioni rilevate sono risultate inferiori ai limiti di legge applicabili. I risultati non dimostrano quindi che questi alimenti siano pericolosi, ma permettono di approfondire un tema importante per chi consuma abitualmente pane confezionato.
Pane in cassetta, il test su 14 prodotti: quali marchi sono stati analizzati
L'indagine del Salvagente ha preso in esame 14 prodotti acquistati nella grande distribuzione, confrontando sia il pane in cassetta bianco sia quello integrale.
Tra i marchi presenti nel test figurano Carrefour, Conad, Coop, Esselunga, Eurospin, Lidl, Morato, Mulino Bianco e San Carlo.
Le analisi si sono concentrate sulla ricerca di tre principali categorie di contaminanti:
Pesticidi, utilizzati in agricoltura o nella protezione delle derrate alimentari.
Glifosato, un erbicida impiegato nelle coltivazioni agricole.
Micotossine, sostanze prodotte da alcune muffe che possono contaminare i cereali.
I risultati hanno evidenziato differenze tra i prodotti, con alcuni campioni caratterizzati dalla presenza contemporanea di più residui.
Glifosato nel pane in cassetta: trovato in 5 prodotti su 14
Uno dei dati più rilevanti riguarda il g

lifosato, individuato in 5 dei 14 panbauletti analizzati.
Le concentrazioni riportate dal Salvagente sono comprese tra 0,01 e 0,03 mg/kg, valori inferiori ai limiti normativi applicabili.
Il glifosato è da tempo al centro del dibattito scientifico. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha classificato come probabilmente cancerogeno per l'uomo, mentre le valutazioni delle autorità regolatorie europee hanno espresso conclusioni differenti sul rischio cancerogeno nelle condizioni di esposizione considerate.
Oltre al glifosato, i laboratori hanno individuato residui di altre sostanze, tra cui deltametrina, tebuconazolo, piperonil butossido e cipermetrine.
In cinque campioni sono state rilevate alfa-cipermetrina e altre cipermetrine, insetticidi che destano attenzione anche per il loro impatto sugli organismi non bersaglio.
Micotossine nel pancarrè: ocratossina A in tutti i campioni
Non soltanto pesticidi. Il test ha evidenziato anche la presenza di micotossine nel pane in cassetta, composti che possono svilupparsi nei cereali durante la coltivazione o la conservazione.
In particolare, l'ocratossina A è stata rilevata in tutti e 14 i prodotti, con concentrazioni comprese tra 0,21 e 1,30 µg/kg.
I valori più elevati sono stati riscontrati nel Pan Bauletto Bianco Certosa di Lidl e nel Pane Morbido Integrale Esselunga.
L'ocratossina A è una micotossina oggetto di particolare attenzione per i possibili effetti tossici sui reni e per il suo potenziale cancerogeno.
In sei campioni è stato inoltre individuato il deossinivalenolo (DON), un'altra micotossina associata alla contaminazione dei cereali.
Anche in questo caso, i valori riscontrati nel test sono rimasti al di sotto dei limiti previsti dalla normativa.
I 5 pani in cassetta con i punteggi peggiori: la classifica del Salvagente
Quali sono, dunque, i pani in cassetta che hanno ottenuto i risultati meno favorevoli?
Secondo la classifica pubblicata dal Salvagente nel settembre 2025, cinque prodotti si sono collocati nelle ultime posizioni, soprattutto per la presenza di più contaminanti nello stesso campione.
1. Lidl Certosa Pan Bauletto Bianco – Voto 4
Il Pan Bauletto Bianco Certosa venduto da Lidl ha ottenuto uno dei punteggi più bassi dell'indagine.
Le analisi hanno rilevato la concentrazione più elevata di ocratossina A tra tutti i prodotti esaminati, pari a 1,30 µg/kg.
Sono state inoltre individuate altre micotossine, tra cui deossinivalenolo (5 µg/kg) e tossine T2 e HT2 (1,32 µg/kg).
Per quanto riguarda i residui di pesticidi, sono state trovate tracce di deltametrina, piperonil butossido e tebuconazolo.
Non è stata invece rilevata la presenza di glifosato.
2. Esselunga Pane Morbido Integrale – Voto 4
Tra i prodotti con il punteggio più basso compare anche il Pane Morbido Integrale Esselunga.
Nel campione sono stati rilevati glifosato, con una concentrazione di 0,01 mg/kg, e ocratossina A, pari a 1,24 µg/kg.
Le analisi hanno individuato anche deossinivalenolo, tossine T2 e HT2 e residui di cipermetrine, piperonil butossido e tebuconazolo.
3. Carrefour Pane Integrale – Voto 4,2
Il Pane Integrale Carrefour ha ottenuto un punteggio di 4,2.
Il laboratorio ha rilevato glifosato a una concentrazione di 0,02 mg/kg e ocratossina A pari a 0,46 µg/kg, oltre ad altre micotossine.
Tra le sostanze individuate figurano anche cipermetrine, piperonil butossido, pirimifos-metile e tebuconazolo.
4. Mulino Bianco Pan Bauletto Integrale – Voto 4,2
Anche il Pan Bauletto Integrale Mulino Bianco si colloca nelle ultime posizioni della classifica.
Nel campione è stata rilevata una concentrazione di glifosato pari a 0,03 mg/kg, la più alta tra i cinque prodotti qui riportati.
Le analisi hanno inoltre individuato diverse micotossine e residui di cinque sostanze utilizzate come pesticidi o coadiuvanti, tra cui il clorpirifos etile.
Quest'ultimo non è più autorizzato nell'Unione europea dal 2020. La presenza di una traccia nell'alimento, tuttavia, non dimostra automaticamente un utilizzo illegale recente, poiché può essere legata anche a contaminazioni ambientali.
5. San Carlo Pancarré – Voto 4,3
A completare la lista dei cinque prodotti con le valutazioni meno favorevoli è il Pancarré San Carlo, con un punteggio di 4,3.
Le analisi hanno rilevato glifosato (0,02 mg/kg), ocratossina A (0,43 µg/kg) e tossine T2 e HT2.
Sono stati inoltre individuati residui di deltametrina, piperonil butossido, pirimifos-metile e tebuconazolo.
Anche per questo prodotto, le concentrazioni riscontrate non hanno superato i limiti normativi applicabili.
Pane in cassetta integrale o bianco: quale scegliere?
Un altro elemento interessante del test riguarda la differenza tra pane in cassetta integrale e pane bianco.
Dal punto di vista nutrizionale, il pane integrale offre generalmente un maggiore apporto di fibre rispetto a quello prodotto con farine raffinate.
Tuttavia, essere integrale non significa necessariamente contenere meno residui di pesticidi o micotossine.
Tre dei cinque prodotti con i punteggi più bassi sono infatti integrali: Esselunga, Carrefour e Mulino Bianco.
Questo non significa che il pane integrale sia meno sicuro di quello bianco. Il test riguarda un numero limitato di campioni e non consente di trarre conclusioni generali su tutte le tipologie di pane.
Un risultato diverso è emerso per il Coop Vivi Verde integrale biologico, l'unico prodotto bio incluso nell'indagine: nel campione non sono stati rilevati residui dei pesticidi ricercati.
Sono state comunque individuate micotossine, che possono contaminare i cereali indipendentemente dall'utilizzo di prodotti fitosanitari.
Il pane in cassetta con pesticidi è pericoloso per la salute?
La presenza di residui di pesticidi e micotossine può suscitare preoccupazione, soprattutto quando si tratta di alimenti consumati frequentemente anche dai bambini.
È però fondamentale distinguere tra presenza di una sostanza e rischio effettivo per la salute.
Il test del Salvagente ha individuato contaminanti in diversi campioni, ma nessuno dei valori riportati ha superato i limiti normativi applicabili.
Resta aperta la questione del cosiddetto effetto cocktail, cioè delle possibili conseguenze dell'esposizione contemporanea a più sostanze. Un tema oggetto di attenzione scientifica che, tuttavia, non può essere risolto sulla base dei risultati di questa singola indagine.
Come scegliere il pane in cassetta al supermercato
Chi acquista abitualmente pancarrè o panbauletto può adottare alcune semplici accortezze.
È utile leggere la lista degli ingredienti, confrontare il contenuto di sale e fibre, alternare diverse fonti di cereali e scegliere prodotti adatti alle proprie esigenze alimentari.
La dicitura "integrale" può indicare un vantaggio nutrizionale legato al contenuto di fibre, ma non garantisce l'assenza di contaminanti. Allo stesso modo, la certificazione biologica non esclude la possibile presenza di micotossine.
Il test sul pane in cassetta del Salvagente offre quindi informazioni utili per orientare gli acquisti, senza giustificare allarmismi.
Va infine ricordato che i risultati si riferiscono ai prodotti acquistati e analizzati nel 2025: non rappresentano necessariamente la composizione di tutte le confezioni attualmente in vendita.