Parco nazionale del Gargano: alla scoperta delle bellezze dello “Sperone d’Italia”

Qui si trova un’enorme varietà di specie vegetali e animali: le faggete della Foresta Umbra, cuore pulsante dell’area protetta del Gargano, sono state riconosciute Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Fanno parte del parco anche le isole Tremiti, che custodiscono una delle riserve naturali marine più importanti d’Italia.
Federico Turrisi 10 agosto 2020

Molto probabilmente stai già pianificando le ferie estive, vero? Come saprai, una delle mete più gettonate tra i vacanzieri qui in Italia è la Puglia. Del resto, questa regione può vantarsi di avere delle autentiche perle incastonate sul suo territorio. Una di queste è il parco nazionale del Gargano. Istituito con la legge quadro sulle aree protette n. 394 del 6 dicembre 1991, il parco ha una superficie di oltre 121mila ettari (tutta compresa nella provincia di Foggia), e questo ne fa una delle aree protette più estese nel nostro paese.

Fanno parte del parco nazionale del Gargano le quattro isole Tremiti, uno dei posti del cuore del cantautore Lucio Dalla, che qui, si dice, ha composto la canzone "Com'è profondo il mare". L'arcipelago, senza ombra di dubbio, è un piccolo paradiso, con una biodiversità straordinaria: non è un caso che le isole Tremiti siano una delle destinazioni preferite dagli appassionati di immersioni subacquee. Già nel 1989 sono state dichiarate riserva marina e nel 1996 sono state incluse nel parco nazionale del Gargano.

Ma torniamo sul continente. L'habitat è molto vario e ospita numerose specie animali, soprattutto uccelli, come il falco pellegrino e il gabbiano reale. Per quanto riguarda la flora, si va dai tipici arbusti della macchia mediterranea ai querceti. Il polmone verde del parco nazionale del Gargano è la Foresta Umbra, che copre una superficie di circa 11mila ettari. Il nome non ha niente a che vedere con la regione Umbria, ma deriva dal latino e sta a significare "ombrosa" (da umbra, per l'appunto). Dal luglio 2017 le sue faggete vetuste sono state riconosciute patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

All'interno del parco nazionale del Gargano c'è poi un altro sito Unesco: è il Santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant'Angelo, monumento di età longobarda che attrae decine di migliaia di pellegrini e di turisti ogni anno. Inoltre, l'area protetta è interessata anche da fenomeni carsici. Nel Gargano si contano infatti oltre 4000 doline, ossia delle cavità naturali formatesi in seguito all'erosione delle rocce calcaree da parte dell'azione incessante dell'acqua meteorica (l'acqua di origine atmosferica che raggiunge la superficie terrestre sotto forma di pioggia, neve o grandine).

Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio gioiellino che va tutelato. Anche dalle mani dell'ecomafia. Di recente, un'operazione dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Bari e del Comando provinciale di Foggia ha portato all'arresto di sei persone accusate di aver smaltito illegalmente rifiuti, anche pericolosi, nell'area protetta, riempiendo alcuni avvallamenti naturali del terreno. L'altra minaccia si chiama roghi dolosi. Purtroppo tutti i posti più belli sono anche i più fragili. Per questo prendersene cura nel migliore dei modi è un imperativo. Se vai a visitarlo, ricordatelo: la natura esige rispetto.