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18 Luglio 2019
13:00

Parigi contro i cambiamenti climatici: quattro nuove foreste urbane entro il 2020

Saranno piantate in quattro luoghi simbolo della capitale francese: l'Hotel de Ville, il teatro Opéra Garnier, la stazione Gare de Lyon e parte del Lungosenna. La volontà è quella di rendere la città più verde e attenuare gli effetti del riscaldamento climatico. Ma non mancano le critiche al progetto.

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Parigi contro i cambiamenti climatici: quattro nuove foreste urbane entro il 2020
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"Là dove c'era l'erba ora c'è una città", cantava Adriano Celentano. Adesso la città di Parigi prova a invertire la tendenza e là dove ci sono asfalto e cemento ci saranno boschi e una rigogliosa vegetazione. È questa la promessa del sindaco socialista della capitale francese, Anne Hidalgo.

Obiettivo: ridurre le emissioni di CO2 e scongiurare gli effetti del cambiamento climatico. Il piano è quello di piantare entro il 2020 delle vere e proprie foreste urbane in quattro località strategiche di Parigi: all'Hotel de Ville (sede del Municipio), attorno al teatro dell'Opéra Garnier, vicino alla stazione della Gare de Lyon e su una parte del Lungosenna.

"Queste nuove piantagioni si aggiungeranno ai 40 ettari di parchi e giardini supplementari creati dal 2014", fa sapere il sindaco Hidalgo attraverso il suo profilo Twitter. La città dove è stato firmato il più importante accordo sul clima degli ultimi anni si adopera dunque per dare un'immagine di sé più green. I vantaggi ambientali e non solo degli spazi verdi urbani, del resto, sono molteplici: aumentano il benessere degli abitanti, diminuiscono l'inquinamento atmosferico, riducono i costi energetici per gli edifici circostanti e offrono un habitat alla fauna selvatica, contribuendo a preservare la biodiversità.

Polemico a riguardo del progetto il candidato sindaco del centro-destra, Pierre-Yves Bournazel (nel 2020 i parigini andranno a votare per eleggere il loro primo cittadino): "Le foreste urbane a Parigi? Non esistono. Sono solo annunci". Sta di fatto che incrementare il verde urbano dovrebbe mettere d'accordo tutti. Chi non vuole abitare in una città più vivibile e meno inquinata?

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.