Per far ripartire l’Isola Madre di Taranto bastano un euro e un progetto ecosostenibile

Il Comune ha ufficialmente aperto il bando per la cessione di un edifici al prezzo simbolico di un euro. Le domande resteranno aperte fino al 20 novembre poi verrà stilata la graduatoria che terrà conto del grado di ecosostenibilità del progetto, dell’attività a cui verrebbe destinato l’immobile e il contratto di sponsorizzazione.
Kevin Ben Alì Zinati 22 Agosto 2020

Quanto costa la rinascita dell’Isola Madre di Taranto? Un euro. È il prezzo simbolico a cui il comune sta mettendo in vendita alcuni edifici per ripopolare uno dei borghi più antichi della città, nato addirittura nel 800 avanti Cristo. Per il momento il progetto prevede la cessione di 7 immobili abbandonati. Il Comune ha ufficialmente emesso il bando per partecipare alla selezione nell’ottica di un rilancio legato alla situazione Ilva-ArcelorMittal. Ci sono tre parametri da rispettare per poter essere scelti: a quale attività si vorrà destinare l’edificio, il contratto di sponsorizzazione (come la piantumazione del verde o l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici) e il grado di ecosostenibilità. Chi “vincerà” avrà l’obbligo di insediarsi stabilmente sull'isola e di avviare la ristrutturazione a proprie spese per poi avere tutto per sé un'oasi da nemmeno 3mila abitanti.

I nuovi abitanti

Il bando del Comune di Taranto è aperto a tutti, imprese, agenzie, società e semplici cittadini privati pronti a una nuova vita in uno dei borghi più antichi di Taranto. Fondata da profughi greci circa nel 800 a.C. e passata attraverso la dominazione romana e poi bizantina, l’Isola Madre è nota tra le altre cose anche per i suoi vicoli strettissimi che permettono il passaggio solo a una persona alla volta. Come ti dicevo, per poter ottenere uno dei 7 edifici che il Comune ha messo in vendita bisognerà passare per un bando pubblico, aperto fino al 20 novembre. Dopo quella data verrà stilata una graduatoria che terrà conto di tre parametri principali: l’ecosostenibilità, la destinazione progettuale e il contratto di sponsorizzazione.

I criteri

La priorità per l’assegnazione di uno degli immobili verrà data prima ai nuclei familiari o di solidarietà (composti cioè da due o più soggetti che vogliono condividere la casa per ragioni di affezione o di necessità). A scalare poi ci sarà spazio per le agenzie, le società e le attività commerciali, con un occhio particolare a quelle culturali, innovative, artigianali, di spettacolo, di intrattenimento, studi professionali e attività turistiche. Un ripopolamento ecosostenibile che parli green e che miri dunque a valorizzare le peculiarità del territorio. “Case a 1 euro” è un progetto che rientra nella transizione ecologica, economica ed energetica voluto dal sindaco Rinaldo Melucci.