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18 Dicembre 2020
10:00

Perché buttare i vecchi banchi? Una scuola di Taranto si è ingegnata per riutilizzarli in modo creativo

All'Istituto Comprensivo Statale "Luigi Pirandello" di Taranto insegnanti e studenti si sono messi a ragionare su come riciclare oggetti che solo all'apparenza non hanno più una funzione, e per esempio dai vecchi banchi biposto sono nate delle panche colorate e dei tavoli da ping pong. Per Natale è spuntato perfino un albero fatto con le sedie inutilizzate.

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Perché buttare i vecchi banchi? Una scuola di Taranto si è ingegnata per riutilizzarli in modo creativo
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"Tutto serve, tutto può essere riutilizzato". All'Istituto Comprensivo Statale "Luigi Pirandello" – siamo nella periferia di Taranto, quartiere Paolo VI – hanno preso alla lettera questo slogan. Qui in tema di riciclo si fa sul serio. Come sai, in seguito all'emergenza Covid-19 le scuole hanno dovuto adeguarsi alle nuove norme. Che fare, per esempio, di tutti i banchi biposto che sono stati rimpiazzati dai nuovi banchi monoposto? Anziché lasciarli accatastati in un magazzino in attesa di essere buttati, nella scuola tarantina si è aperto il dibattitto su come dare loro una seconda vita. Sono emerse diverse proposte e alcune sono state realizzate. I vecchi banchi sono stati segati e poi riassemblati, dopo di che sono stati decorati dagli alunni della scuola. Si sono così trasformati in tavoli da ping pong per l'ora di educazione fisica oppure in delle panche colorate da dove si può assistere alle partite.

Non è finita qui. Nella biblioteca è apparsa una libreria ad angolo, ottenuta sempre dal materiale proveniente dai banchi dismessi, e per il periodo di festività è stato realizzato un originale albero di Natale con le vecchie sedie. "Avremmo dovuto buttarle, abbiamo pensato invece che avemmo potuto ancora riutilizzarle", racconta la dirigente scolastica Antonia Caforio, intervistata dal quotidiano La Repubblica. "Lo stesso è avvenuto con le scatole delle mascherine. Ci arrivano in confezioni da 50. Le abbiamo conservate tutte e abbiamo realizzato un altro albero di Natale".

"Dietro questo lavoro c’è un’enorme attività di squadra, c’è chi ha lavorato all’ideazione e chi l’ha messo in pratica. I docenti hanno partecipato alla progettazione, il personale Ata ci ha dato la disponibilità a collaborare e i ragazzi sono intervenuti nei modi in cui potevano. Per una scuola come la nostra, in un territorio come quello di Taranto, l’ambiente è un argomento necessario, non possiamo non affrontare questi temi. È la nostra funzione di insegnanti e formatori, è il ruolo della scuola: dobbiamo lavorare con loro per cambiare la società".

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.