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Perché è stato dichiarato lo stato di preallarme per il gas in Italia: cosa significa e cosa prevede

A causa della guerra tra Russia e Ucraina, il Ministero della Transizione Ecologica ha dichiarato lo stato di preallarme per le forniture di gas naturale, la maggior parte delle quali arriva nel nostro Paese proprio dopo essere passata per i territori ora in conflitto. Vediamo il significato di questa decisione da parte del Governo italiano e cosa cambia per gli utenti.
Alessandro Bai 28 Febbraio 2022

Che la guerra tra Russia e Ucraina fosse strettamente legata alla questione energetica si sapeva, e ora è arrivata la conferma. Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha infatti dichiarato lo stato di preallarme per le forniture di gas in Italia attraverso una nota ufficiale pubblicata anche sul sito della Società Nazionali Metanodotti (Snam), responsabile per la realizzazione e la gestione delle infrastrutture energetiche nel nostro Paese.

Il comunicato del MiTE sottolinea come "la situazione delle forniture sia al momento adeguata a coprire la domanda interna", ma l'incertezza relativa al conflitto in corso e ai suoi possibili sviluppi rendono necessario il reperimento di nuove risorse in anticipo rispetto a quanto previsto, motivo per cui si è deciso di passare allo stato di preallarme, che in realtà è solo il primo passo di un piano d'azione che prevede altri due stadi più gravi, da attivare in caso di necessità: vediamo allora cosa significa esattamente e cosa comporta questa situazione.

Stato di preallarme per il gas: cosa significa

Il Ministero della Transizione Ecologica ha ufficialmente dichiarato lo stato di preallarme per gli approvvigionamenti di gas naturale in Italia, e il motivo è molto semplice: come si legge nella nota ufficiale del MiTE, poi ripresa anche da Snam, la decisione è dovuta "all'attuale stato di guerra presente tra la Federazione Russa e l'Ucraina", una situazione che "insiste sul territorio attraverso cui passa gran parte delle forniture di gas naturale che approvvigionano il sistema italiano". In parole più semplici, dato che circa il 38% del gas naturale che si consuma in Italia arriva proprio dalla Russia e passa dall'Ucraina, il Governo teme che il conflitto possa causare un'interruzione delle forniture, che ovviamente metterebbe in profonda difficoltà l'intero Paese.

Ecco perché si è arrivati allo stato di preallarme, reso necessario anche dal fatto che "il livello di pericolosità della minaccia alle forniture è sensibilmente maggiore rispetto a quanto previsto nelle analisi di rischio svolte in passato in ottemperanza del Regolamento UE 2017/1938" e nato anche dall'esigenza di sensibilizzare gli utenti riguardo alle possibili conseguenze della situazione attuale.

Il MiTE ha precisato che le forniture attuali sono comunque in grado di coprire la domanda interna, ma che nonostante questo ha "ritenuto opportuno predisporre eccezionali misure preventive volte a incentivare un riempimento dello stoccaggio anticipato rispetto alle procedure adottate in condizioni normali".

Ma cosa significa quindi, in concreto, dichiarare lo stato di preallarme e cosa comporta per i cittadini? Devi sapere che si tratta solamente del primo di tre step, chiamato anche early-warning e seguito poi dallo stato di allarme e infine dallo stato di emergenza. La fase di preallarme ha perlopiù uno scopo preventivo e permette "alle autorità preposte di svolgere un monitoraggio costante della situazione energetica nazionale" per evitare che questa si aggravi attraverso determinate misure, che in questo caso comprendono ad esempio il riempimento in anticipo dello stoccaggio. Per gli utenti finali, quindi, non ci saranno conseguenze dirette in questo momento, anche se naturalmente gli effetti potrebbero cambiare con l'evoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina.

Fonte | Ministero della Transizione Ecologica