
Molti consumatori non ci fanno caso, ma quando si acquistano gamberi in pescheria non è raro imbattersi in esemplari con un occhio solo, o addirittura privi di entrambi. La ragione non è un danno meccanico dovuto al trasporto o alla conservazione, bensì una mutilazione sistematica effettuata negli allevamenti intensivi. Questa pratica, nota come “ablazione del peduncolo oculare” (eyestalk ablation), viene applicata anche su aragoste e altri crostacei, ed è riservata alle femmine.
Il peduncolo oculare ospita l’X-organ sinus gland, una ghiandola che produce ormoni inibitori legati alla riproduzione, come il GIH (ormone inibitore della gonadotropina). Rimuovendo questo organo, la maturazione delle femmine viene accelerata e la produzione delle uova intensificata, aumentando così la redditività dell’allevamento. Tuttavia, tagliare un occhio non è indolore: l’ablazione può avvenire con taglio, ustione o legatura, causando dolore e angoscia agli animali, che, secondo studi scientifici, sono esseri senzienti dotati di sensibilità simile a quella di rettili, mammiferi e uccelli.
Il biologo marino Lorenzo Fruscella sottolinea che i gamberi sottoposti all’ablazione reagiscono cercando di sfuggire, agitano la coda e si strofinano gli occhi. Quando la ferita viene medicata o viene somministrato un farmaco, gli animali si calmano, suggerendo chiaramente che la procedura provoca sofferenza. Gli effetti non si limitano al dolore immediato: la rimozione dell’ormone inibitore della muta costringe le femmine a mute più frequenti, stressando il loro organismo, aumentando la suscettibilità alle malattie e riducendo i tassi di sopravvivenza anche nella prole.
La consapevolezza di questa pratica ha spinto alcune nazioni, come il Regno Unito, a introdurre leggi per tutelare il benessere dei crostacei, obbligando a stordirli prima della cottura. In cucina, purtroppo, rimangono pratiche crude come bollire o saltare vivi i gamberi, comportamenti che gli esperti considerano incompatibili con la loro sensibilità e capacità di provare dolore.
Per chi acquista gamberi, questo significa fare attenzione alla provenienza e informarsi sulle pratiche degli allevamenti. La semplice assenza di un occhio non è un dettaglio estetico: rappresenta un chiaro segnale di una procedura che, seppur redditizia, provoca sofferenza agli animali e ha implicazioni etiche importanti per chi consuma prodotti ittici.