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16 Maggio 2024
15:36

Perché le conchiglie che trovi in spiaggia spesso hanno un piccolo buco?

Alcune conchiglie hanno un piccolo foro perché è il risultato di un chirurgico e meticoloso lavoro di predazione con cui altri molluschi, chiamati gasteropodi, si cibano dei molluschi che invece abitano al loro interno.

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Perché le conchiglie che trovi in spiaggia spesso hanno un piccolo buco?
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Sarà capitato anche a te di passeggiare sul bagnasciuga in riva al mare o di scavare per terra trovando conchiglie con un perfetto buco sulla parte superiore. Ma ti sei mai chiesto perché solo alcune hanno quel buchino?

La “colpa” è di un altra specie di molluschi, chiamati gasteropodi, e delle loro chirurgiche operazioni di eradicazione e predazione dei molluschi che invece abitavano quella conchiglia.

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I gasteropodi infatti sono per natura carnivori e si cibano dei molluschi che vivono all’interno di conchiglie di bivalvi come cozze, vongole o telline. La tecnica di predazione che mettono in pratica è molto evoluta e funziona così.

Una volta individuato il bersaglio, i gasteropodi lo bloccano per evitare che scappi e successivamente sfruttano la radula, cioè la particolare struttura anatomica che li contraddistingue, per perforare la superficie del loro guscio “guscio”.

Si tratta di un’operazione chirurgica che va a colpire in maniera estremamente precisa un’area in prossimità di organi con un’alta concentrazione di proteine.

Come racconta il sito Biologiamarina, si tratta di un processo complesso e lungo. Dopo la perforazione, i gasteropodi si riposano per un lasso di metro compreso all’incirca tra i 120 e i 300 secondi, durante il quale la radula, cioè la proboscide di cui ti ho parlato prima, viene ritirata e il punto da perforare viene coperto da un organo accessorio capace di emettere sostanze per sciogliere il carbonato di calcio della valva della preda.

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A quel punto riprende la fase di perforazione e raschiamento. Compiendo continui e regolari movimenti circolari, questi molluschi riescono così a superare la parte più rigida della conchiglia, a raggiungere la preda e a cibarsene. Il risultato di quest’operazione, che può durare anche 60 ore, è dunque un forellino perfettamente circolare.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.