Perché nel 2026 aumenteranno prezzi e costi in Italia: trasporti, assicurazioni e accise

Nel 2026 l’Italia affronterà una fase di aumenti generalizzati dovuti a decisioni economiche e fiscali già approvate. I rincari riguarderanno trasporti, assicurazioni, accise e servizi, con un impatto concreto sul bilancio delle famiglie. Prepararsi in anticipo e informarsi sarà essenziale per affrontare al meglio il nuovo anno.
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Redazione 3 Gennaio 2026

L’anno 2026 sarà segnato da un incremento diffuso del costo della vita. A determinare questa tendenza non è una crisi improvvisa, ma una serie di decisioni già prese nel corso degli anni precedenti, tra cui misure contenute nella Legge di Bilancio, meccanismi fiscali automatici e aumenti regolati da norme nazionali ed europee.

Gli effetti si sentiranno in modo trasversale: dai trasporti alle assicurazioni, dalle accise sui prodotti da fumo ai pedaggi autostradali, con impatti diretti sulla spesa quotidiana dei cittadini.

Trasporti più cari: aumentano pedaggi e biglietti

Tra i primi aumenti certi c’è quello legato ai pedaggi autostradali. A partire da gennaio 2026, diverse concessionarie hanno ottenuto l’autorizzazione ad applicare aumenti tariffari, legati ai piani di investimento e manutenzione delle infrastrutture. Anche il trasporto pubblico locale potrebbe vedere ritocchi verso l’alto, a causa dell’inflazione e dei tagli agli enti locali.

Non da meno, i biglietti ferroviari di media e lunga percorrenza subiranno rincari, specialmente per le tratte ad alta velocità. Trenitalia e Italo potrebbero rivedere i prezzi, in linea con l’aumento dei costi energetici e gestionali.

Assicurazioni in aumento: auto e casa più care

Anche il settore assicurativo sarà interessato da un rialzo dei prezzi. Le polizze RC auto vedranno un adeguamento delle tariffe dovuto all’inflazione, al costo crescente dei ricambi e alla maggiore incidenza dei sinistri. Allo stesso modo, le polizze casa e salute subiranno ritocchi verso l’alto, in risposta al generale aumento del costo dei servizi e alla crescente domanda di copertura.

Secondo le stime, l’aumento medio delle assicurazioni potrebbe attestarsi tra il 5% e il 10% rispetto al 2025, con differenze territoriali significative.

Accise e fisco: rincari su fumo e altri beni

Un’altra voce che inciderà sul portafoglio dei consumatori è l’aumento delle accise su sigarette, tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche. Già programmato da precedenti provvedimenti, questo adeguamento fiscale farà lievitare ulteriormente il prezzo dei prodotti da fumo, in linea con gli obiettivi di riduzione del consumo e incremento delle entrate statali.

Non si escludono inoltre ritocchi su altre imposte indirette, che potrebbero colpire settori come il gioco d’azzardo, le bevande zuccherate o l’energia.

Effetto combinato: il carovita si farà sentire

Il vero nodo centrale è l’effetto combinato di questi aumenti. Singolarmente, i rincari possono apparire gestibili, ma sommati rischiano di erodere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, già messo sotto pressione da anni di inflazione e stagnazione salariale.

Secondo alcune proiezioni, nel 2026 il costo medio della vita per una famiglia tipo potrebbe salire tra i 700 e i 1200 euro annui, in base alla località e al proprio stile di consumo.

Cosa aspettarsi e come prepararsi

Di fronte a questi scenari, molte famiglie si troveranno a dover rivedere le proprie spese. Le associazioni dei consumatori invitano a prestare attenzione ai contratti in scadenza, a confrontare tariffe e offerte, e a considerare soluzioni più sostenibili, come la mobilità condivisa o il passaggio a fornitori alternativi per energia e servizi.

Anche il governo potrebbe intervenire per contenere l’impatto dei rincari più critici, ma al momento non sono previsti interventi strutturali per bloccare gli aumenti già programmati.