Pesci sostenibili: ecco i prodotti ittici da acquistare se non vuoi danneggiare l’ecosistema

Il 90% degli stock ittici presenti nel Mediterraneo è sovrasfruttato per sopperire alla domanda sempre crescente di pesce. Per far fronte a questa situazione il consumatore ricopre un ruolo di primo piano, a partire dalla scelta dei propri acquisti. Ecco come scegliere un pesce prodotto in modo sostenibile.
Sara Del Dot 3 novembre 2019

Il pesce è un prodotto alimentare molto richiesto, ma non sempre facciamo caso alla sostenibilità della sua filiera di produzione. Ci limitiamo a comprare scatolette, a farci incartare del pesce o a buttare nel carrello confezioni di surgelati senza farci troppe domande. Eppure i nostri acquisti influiscono molto sulla salute dei mari del mondo e sullo stato degli stock ittici da cui viene prelevato il pesce che arriva sulle nostre tavole. Solo nel Mediterraneo, il 90% degli stock ittici è sovrasfruttato. Ciò significa che preleviamo più pesce di quanto dovremmo per garantire la sopravvivenza e la riproduzione delle specie. E nel resto del mondo la situazione è altrettanto grave.

Questo perché per rispondere all’altissima domanda dei mercati, le attività dei piccoli pescatori locali sono state nel tempo soppiantate da attività di pesca intensiva e industriale. Attività che prevedono l’uso di attrezzature invasive, poco attente alla stagionalità e alla necessità di rispettare i tempi di riproduzione delle comunità ittiche per non spopolare il mare. Tutto questo si traduce nella progressiva diminuzione della presenza di pesce nei mari del mondo e un maggior affidamento sull’acquacoltura, che al momento garantisce oltre il 50% del pesce al mondo.

Ma come capire, quindi, quale pesce comprare per non essere parte di questo spopolamento e contribuire invece a metodi di produzione sostenibile e rispettosi degli oceani? In quanto consumatore, il tuo potere consiste nella scelta giusta e consapevole al momento dell’acquisto. Per comprare il pesce consapevolmente, è importante saper valutare tutta una serie di fattori quali provenienza, grandezza, periodo di pesca, attrezzature utilizzate. Queste informazioni solitamente sono riportate sull’etichetta, la cui lettura è sufficiente per capire se l’acquisto che stai per fare è sostenibile oppure no. La certezza assoluta, però, è data dall’applicazione sulla confezione del prodotto del marchio blu MSC per la pesca in mare aperto o quello ASC per l’acquacoltura. In questo articolo, cercheremo di capire insieme tutto quello che c’è da sapere per comprare un pesce sostenibile.

Consigli per scegliere un pesce sostenibile

  • Controlla la provenienza: se il pesce è stato pescato localmente, significa che è più fresco, più sano, che è stato pescato in modo corretto e che l’impatto ambientale della sua produzione e commercializzazione è ridotto.
  • Evita i pesci piccoli: se il pesce ha dimensioni troppo ridotte, significa che è stato pescato quando non ha ancora raggiunto l’età adulta e quindi non è stato in grado di riprodursi nemmeno una volta. Questo potrebbe danneggiare il ciclo riproduttivo della comunità ittica in questione. Controlla quindi qual è la taglia minima del pesce che stai per acquistare.
  • Occhio alla stagionalità: conoscere i mesi in cui il pesce è stato pescato è molto importante per valutarne la sostenibilità. Ci sono periodi dell’anno, infatti, in cui alcune specie non possono assolutamente essere pescate perché sono in stagione riproduttiva, e se venissero raccolte la riproduttività verrebbe interrotta e la comunità si estinguerebbe. Ogni pesce, quindi, ha la propria stagione ed è opportuno prestarci attenzione.
  • Diversifica: non acquistare sempre e solo le specie più conosciute e commercializzate, ma prova a orientarti verso tipologie meno note. In questo modo bilancerai sia la tua dieta sia lo sfruttamento delle risorse marine.
  • Impara a leggere l’etichetta: tutto questo può essere verificato semplicemente leggendo l’etichetta del prodotto che stai per acquistare. In Europa il consumatore ha il diritto di conoscere ogni dettaglio della filiera di produzione del pesce, quindi ti basterà cercarla e verificare da te se si tratta di un pesce sostenibile o meno, a seconda dei criteri che ti ho appena esposto.
  • Individua il marchio: se sul prodotto ittico è presente la certificazione MSC per la pesca sostenibile o ASC per l’acquacoltura sostenibile puoi fare acquisti tranquillamente. Questi due marchi infatti ti garantiscono che quel pesce è stato pescato, allevato, conservato e commercializzato in un’ottica di totale sostenibilità.

Lista pesci sostenibili

Ogni pesce ha la sua specificità, la propria taglia minima, la sua regione di provenienza e la propria stagionalità di pesca, quindi per ciascuna specie puoi verificare se il suo acquisto potrebbe essere considerato sostenibile. Inoltre non dimenticare che se certificato MSC il pesce che stai per comprare corrisponde a tutti i criteri di sostenibilità necessari. Sul sito della certificazione, infatti, puoi trovare una lista di specie sui cui prodotti, che siano freschi, surgelati o preparati, potrai trovare il marchio blu:

  • Acciuga
  • Baccalà
  • Merluzzo
  • Eglefino
  • Nasello
  • Aringa
  • Nasello Merluzzo Australe
  • Sgombro, ma solo se catturato prima del 2 marzo 2019
  • Gamberetto e gambero
  • Salmone
  • Sardina
  • Tonno

Se questi prodotti sono accompagnati dal marchio MSC (per la pesca in mare aperto) o ASC (per l’allevamento ittico), significa che la loro produzione è avvenuta nel rispetto dei criteri di sostenibilità dell’organizzazione.

Più in generale, le liste dei pesci sostenibili sono diverse e cambiano a seconda della stagione e del metodo di pesca. Ad esempio, il pesce spada è sostenibile se pescato con la lenza a mano e nelle zone dell’oceano Indiano, non è sostenibile invece se pescato con palangaro nel Mediterraneo, luogo in cui si trova in condizione sei sovrasfruttamento. Così come il calamaro può essere pescato in inverno e in autunno, la palamita in primavera e in inverno e così via.

Specie di pesce da evitare

Ci sono poi specie di cui è meglio evitare direttamente l’acquisto. Perché a rischio, perché in estinzione, perché soggetti a metodi di pesca eccessivi e che non sfiorano nemmeno la sostenibilità. Eccone alcune.

  • Anguilla
  • Pesce spada
  • Cernia
  • Dattero di mare
  • Tonno rosso
  • Triglia di fango
  • Verdesca

Fonti |  Fishfinder Greenpeace, WWF, MSC