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4 Agosto 2021
14:30

Pesci, vittime senza voce: due nuove inchieste testimoniano violenza e pessime condizioni in macelli e allevamenti

Due inchieste sul benessere animale condotte in un macello di salmoni in Scozia e in diversi allevamenti intensivi indiani testimoniano le condizioni pessime e le violenze a cui i pesci venduti in tutto il mondo sono sottoposti ogni giorno.

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Pesci, vittime senza voce: due nuove inchieste testimoniano violenza e pessime condizioni in macelli e allevamenti
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Il pesce è un animale per cui non è semplice provare empatia. A differenza di altre specie per cui è forse più immediato simpatizzare, e per la cui sofferenza è più spontaneo indignarsi, forse a causa del loro aspetto, forse perché silenziose per definizione, quelle ittiche sono forse percepite come troppo lontane da noi.

Erroneamente, soprattutto perché si tratta di uno degli animali maggiormente esportati, importati e consumati in tutto il mondo. Tuttavia capisco che non sia semplice attribuire dignità e senzienza a un pezzettino rosa di salmone servito su un toast o avvolto nel riso.

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Le associazioni che si occupano di benessere animale nel mondo, però, non fanno distinzioni tra specie di serie A e di serie B. Per questo, si occupano di documentare le condizioni in cui vivono e muoiono anche animali come i pesci, che in questi contesti hanno meno voce di tutti.

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Così nascono le due nuove inchieste di Animal Equality, i cui attivisti sono andati a documentare cosa accade in un macello di salmoni scozzesi, le cui condizioni erano già state descritte e documentate in questo articolo, e in alcuni allevamenti intensivi indiani.

Le immagini sono impressionanti: sovraffollamenti, acque sporche, mangime pieno di antibiotici, pesci uccisi per asfissia o sul ghiaccio, o ancora lasciati vivi e sofferenti per essere macellati nei wet market, utilizzo incontrollato di risorse idriche, mungitura a mano per togliere le uova, mutilazione senza stordimento. E per quanto riguarda l’India, anche l’impiego di bambini nella lavorazione del pesce.

Tutto questo per rifornire mercati in tutto il mondo, come accade per la Scozia che rappresenta il terzo produttore mondiale di salmone allevato dopo Norvegia e Cile.

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L’obiettivo di queste indagini è quello di spingere verso una maggiore regolamentazione di un mercato, quello della pesca industriale, che è notoriamente difficile da governare sotto diversi punti di vista, con impatti anche sull’ambiente e sulla salute dei consumatori.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.