Pesticidi nelle patate del supermercato: 16 prodotti analizzati, uno contiene un insetticida vietato
Le patate sono tra gli alimenti più presenti sulle nostre tavole, ma cosa contengono davvero quelle che acquistiamo al supermercato? A rispondere è un nuovo test del Salvagente su 16 prodotti venduti nella grande distribuzione, analizzati per verificare la presenza di residui di pesticidi e cadmio, un metallo pesante tossico.
I risultati sono in buona parte rassicuranti: 10 campioni su 16 sono risultati privi di residui di pesticidi, comprese le due referenze biologiche esaminate. Negli altri prodotti sono state individuate diverse sostanze, generalmente in concentrazioni contenute.
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A preoccupare è soprattutto un campione, nel quale il laboratorio ha rilevato tetrametrina, un insetticida non autorizzato nell'Unione europea per l'impiego sulle colture alimentari, in una concentrazione pari a 120 volte il limite massimo di residuo indicato nel test.
Ecco quali patate sono state analizzate, cosa è emerso dalle analisi e quale prodotto ha ottenuto il giudizio peggiore.
Per realizzare il test, Il Salvagente ha acquistato 16 campioni di patate fresche di origine italiana, scegliendo prodotti distribuiti nei principali supermercati e discount.
La selezione comprende patate convenzionali, biologiche, prodotti certificati Igp e Dop e varietà differenti, così da rappresentare diverse tipologie disponibili sugli scaffali.
Questi i 16 prodotti sottoposti alle analisi:
Aureli patata del Fucino Igp
Carrefour Terre d'Italia patata del Fucino Igp
Conad Percorso Qualità
Consilia patate gialle
Consilia patate gialle biologiche Nuovo raccolto
Coop Origine patate gialle
Coop ViviVerde patate biologiche
Esselunga patate gialle
Eurospin Foglia Verde Le patate classiche
Patata dell'Alto Viterbese Igp
Pizzoli Iodì
Pizzoli Viola
Ruggiero Naturella patate rosse
Ruggiero residuo zero
Selenella
Selex Saper di Sapori patata di Bologna Dop
I campioni sono stati sottoposti a uno screening multiresiduale per individuare eventuali principi attivi dei fitofarmaci. I laboratori hanno inoltre cercato la presenza di cadmio, valutando le quantità riscontrate.
I risultati del test: 10 patate senza residui di pesticidi
Il dato più positivo riguarda i prodotti nei quali non sono stati rilevati residui di pesticidi. Su 16 campioni, ben 10 sono risultati privi delle sostanze ricercate, almeno entro i limiti di rilevabilità delle analisi.
Tra questi figurano entrambe le referenze biologiche, Consilia patate gialle biologiche Nuovo raccolto e Coop ViviVerde patate biologiche, insieme ad altre otto referenze convenzionali.
Negli altri sei campioni sono stati rilevati alcuni principi attivi utilizzati in agricoltura, con caratteristiche e profili di rischio differenti.
Tra le sostanze individuate con maggiore frequenza figura il fosetil alluminio, un fungicida sistemico impiegato per contrastare alcune malattie delle piante, tra cui la peronospora.
Le analisi hanno evidenziato anche la presenza di propamocarb, un fungicida sul quale Il Salvagente richiama l'attenzione per possibili criticità tossicologiche, citando valutazioni relative a proprietà mutagene, cancerogene e di interferenza endocrina.
In un altro campione è stata rilevata idrazide maleica, un regolatore sintetico della crescita utilizzato anche per limitare la germogliazione delle patate durante la conservazione.
La rivista ha inserito questa sostanza tra i principi attivi che, secondo la propria valutazione precauzionale, meriterebbero restrizioni più severe.
La presenza di un residuo, da sola, non indica necessariamente un rischio per chi consuma il prodotto: per valutarlo occorre considerare la sostanza, la concentrazione rilevata e l'esposizione alimentare.
Cadmio nelle patate: cosa è emerso dalle analisi
Oltre ai pesticidi, il test ha preso in esame il cadmio, un metallo pesante che può essere assorbito dalle patate attraverso il terreno.
La sua presenza negli alimenti viene monitorata perché un'esposizione prolungata può comportare rischi per la salute.
Anche in questo caso, i risultati sono complessivamente contenuti. Il cadmio non è stato rilevato in 9 campioni su 16, mentre negli altri sette le concentrazioni misurate sono comprese tra 0,010 e 0,040 mg/kg.
Tutti i valori riportati risultano inferiori al limite massimo di 0,1 mg/kg indicato per le patate.
La concentrazione più elevata, pari a 0,040 mg/kg, è stata registrata nello stesso prodotto che ha ottenuto il risultato peggiore per la presenza di pesticidi.
Le patate peggiori del test: Conad bocciata per la tetrametrina
Il risultato più critico dell'indagine riguarda le patate Conad Percorso Qualità, che hanno ottenuto appena 3 punti nella valutazione del Salvagente, risultando l'unico prodotto bocciato tra i 16 analizzati.
Nel campione, appartenente alla varietà Colomba e venduto a 1,45 euro al chilo, il laboratorio ha individuato tetrametrina in una concentrazione di 1,2 mg/kg.
Si tratta di un insetticida piretroide sintetico utilizzato anche in prodotti contro gli insetti, come quelli destinati al controllo delle zanzare. La sostanza non è autorizzata nell'Unione europea come principio attivo per l'impiego fitosanitario sulle colture alimentari.
Secondo i dati riportati dalla rivista, il limite massimo di residuo di riferimento è pari a 0,01 mg/kg. La quantità riscontrata nel campione Conad è quindi 120 volte superiore a questo valore.
Un risultato che ha determinato la bocciatura del prodotto e sul quale Il Salvagente ha espresso particolare preoccupazione, anche in relazione al profilo tossicologico della sostanza.
La rivista ritiene inoltre che la concentrazione rilevata difficilmente possa essere spiegata con una semplice contaminazione accidentale. Si tratta, però, di una valutazione che non consente da sola di stabilire l'origine del residuo.
Prima della pubblicazione del test, la redazione del Salvagente ha contattato Conad per chiedere chiarimenti sui risultati. Secondo quanto riferito dalla rivista, l'azienda non ha inviato una risposta.
Nello stesso campione è stata riscontrata anche la concentrazione più alta di cadmio dell'intera indagine, pari a 0,040 mg/kg, comunque inferiore al limite massimo di legge.
È importante precisare che il risultato riguarda il campione sottoposto alle analisi e non permette di estendere automaticamente il giudizio a tutte le confezioni o ai diversi lotti di patate commercializzati con lo stesso marchio.
Come sono state valutate le patate del supermercato
Per elaborare la classifica finale, Il Salvagente ha utilizzato un sistema di punteggio che prende in considerazione sia la presenza di cadmio sia i residui di fitofarmaci.
Nello specifico, il cadmio ha inciso per il 60% sulla valutazione, mentre il restante 40% è stato attribuito al numero di principi attivi individuati e al loro profilo di rischio.
Sono state previste penalizzazioni anche per la presenza di regolatori sintetici della crescita e per eventuali residui rilevati in prodotti biologici o commercializzati con la dicitura "residuo zero".
La presenza di un pesticida vietato ha invece determinato direttamente la bocciatura, come accaduto per le patate Conad Percorso Qualità.
Quali patate scegliere al supermercato?
Il test offre un'indicazione importante: la maggioranza dei campioni analizzati non presenta residui rilevabili di pesticidi, e questo risultato riguarda non soltanto i prodotti biologici ma anche diverse patate convenzionali.
Le analisi mostrano inoltre che il cadmio, quando presente, è stato individuato in concentrazioni inferiori al limite previsto dalla normativa.
Resta il caso delle patate Conad Percorso Qualità, che si distinguono negativamente per la presenza di tetrametrina in quantità molto superiore al valore di riferimento indicato.
Chi acquista patate al supermercato può quindi trovare prodotti con risultati analitici differenti, senza che la sola presenza di una certificazione o di una particolare denominazione permetta di prevedere tutti gli esiti delle analisi.