Pfas, l’Unione Europea si assume l’impegno: “Vietarli è una priorità”

Il vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, ha annunciato una stretta sugli agenti chimici dannosi nei prodotti di consumo. Tra questi ci sono le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), riconosciute a livello medico come interferenti endocrini, capaci cioè di alterare i processi dell’organismo che coinvolgono il sistema ormonale.
Federico Turrisi 15 ottobre 2020

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma nella nostra società avanzata le sostanze chimiche sono praticamente dappertutto. Le ritroviamo in tantissimi oggetti di uso comune, dai giocattoli alle padelle. Per tutelare la salute dei suoi cittadini, l'Unione Europea ha deciso per un cambio di passo e prepara un piano per eliminare gradualmente dai prodotti di consumo gli agenti chimici più pericolosi, ossia quelli classificati come interferenti endocrini (che sono in grado di alterare il normale equilibrio ormonale) e le sostanze persistenti nell'ambiente.

In cima alla lista ci sono quelle perfluoroalchiliche, meglio conosciute con la sigla Pfas. L'Unione Europea infatti si pone come priorità il divieto del loro utilizzo. A sottolinearlo nella conferenza stampa di presentazione della nuova strategia Ue sulle sostanze chimiche è stato il vicepresidente della Commissione Europea e commissario responsabile per il Green Deal europeo Frans Timmermans. I primi prodotti dove il divieto di Pfas potrebbe trovare applicazione sono gli estintori, ma l'obiettivo principale è "impedirne l'emissione nell'ambiente con disposizioni di legge e non", ha aggiunto il commissario all'ambiente Virginijus Sinkevičius.

Più in generale, Bruxelles intende da un lato semplificare la procedura di valutazione dei rischi e dei pericoli connessi all'uso di determinati composti, dall'altro garantire sostegno finanziario per l'immissione in commercio di sostanze chimiche più sicure e sostenibili. La Commissione europea vuole inoltre modificare il Reach, una delle regolamentazioni sulle sostanze chimiche più stringenti al mondo, con revisioni mirate per migliorarne l’efficacia. Per il 2021 è prevista l'adozione di criteri comuni a livello comunitario per l'identificazione degli interferenti endocrini. Per l'anno successivo gli stessi princìpi dovranno essere trasferiti nella legislazione di due settori specifici: quello dei giocattoli e quello dei cosmetici.

Dove si trovano i Pfas

I Pfas sono composti chimici prodotti dall’uomo (e pertanto non presenti naturalmente nell’ambiente) che vengono impiegati soprattutto per rendere resistente ai grassi e all’acqua una serie di prodotti. Li troviamo in tessuti, tappeti, capi d'abbigliamento e nei rivestimenti di piatti di carta, imballaggi alimentari e padelle antiaderenti. Le classi più diffuse sono il Pfoa (acido perfluoroottanoico) e il Pfos (perfluorottanosulfonato).

Una delle caratteristiche principali dei Pfas è la persistenza ambientale, che è connessa alla capacità di accumularsi negli organismi anche per periodi prolungati. Essendo chimicamente stabili nell’ambiente e resistenti ai tipici processi di degradazione, i Pfas possono contaminare i terreni e le acque, sia superficiali sia sotterranee. Bere acqua da rubinetti o fontane e ingerire cibi contaminati rappresentano proprio le principali fonti di esposizione ai Pfas per la popolazione. Entrarci in contatto invece per via aerea è molto più raro, salvo per i soggetti esposti professionalmente a polveri contenenti Pfas, per esempio gli operai che lavorano in uno stabilimento che produce questo tipo di sostanze chimiche.