Piante officinali in vaso o nell’orto: come coltivare l’erba di San Pietro

Nota per le sue proprietà antispasmodiche, carminative e diuretiche, l’erba di San Pietro è una pianta officinale perenne che può essere facilmente coltivata in vaso e nell’orto perché si adatta a qualsiasi tipo di terreno e clima.
Gaia Cortese 1 Agosto 2021

Conosciuta con il nome di erba amara o erba della Bibbia (a causa della forma delle foglie che venivano usate come segnalibro), l’erba di San Pietro (Tanacetum Balsamita) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Asteracee o Composite.

Oggi questa erba viene chiamata in tanti altri modi: erba della Madonna o erba buona, menta romana (per il suo odore che ricorda lontanamente quello della menta) o erba amara. Non è sicuramente una delle piante officinali più conosciute, ma sembra avere proprietà antispasmodiche, carminative e diuretiche che vale la pena di conoscere.

Come coltivare l'erba di San Pietro

Caratteristiche

L’erba di San Pietro è originaria del Caucaso e dell’Asia occidentale, ma è stata introdotta nel Regno Unito solo nel XVI secolo e, più tardi, in America.

Nonostante le foglie di questa pianta abbiano un gusto amaro, vengono usate in cucina non solo per aromatizzare diversi piatti, ma anche per preparare tè e infusi. I petali dei suoi fiori, invece, vengono usati per la preparazione di conserve e marmellate. Sia foglie che fiori devono essere tuttavia raccolti in base alla stagionalità della pianta: la fioritura avviene in estate, pertanto è consigliabile raccogliere le foglie della pianta prima di questo periodo.

Proprietà

Secondo quanto riportato sul sito di Humanitas Care, l’erba di San Pietro dovrebbe avere proprietà antispasmodiche, carminative (ossia capaci di limitare la formazione e il ristagno di gas nel tratto gastro-intestinale, favorendone l'espulsione dallo stomaco e dall'intestino), diuretiche ed emmenagoghe (può facilitare o aumentare il flusso mestruale).

A livello topico invece, l’erba di San Pietro può essere utilizzata per trattare lividi e vesciche, croste e pruriti, problemi ai tendini, ustioni, e perfino la scabbia e il fuoco di Sant'Antonio. Non esistono tuttavia prove scientifiche sufficienti a dimostrarne l a reale efficacia, pertanto è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico di fiducia per avere il parere di un esperto.

Uso in cucina

Le foglie di questa pianta sono molto utilizzate per dare sapore anche a una semplice frittata, ma accompagnano bene anche piatti di pollo e di selvaggina e, in una minima quantità, l'erba di San Pietro può essere un ingrediente interessante anche nelle insalate e nelle minestre di verdura. A volte anche alcuni vini e liquori vengono aromatizzati con questa pianta, così come alcune tisane e infusi.

Coltivazione

Non è sicuramente una delle piante officinali più note, ma l’erba di San Pietro si può facilmente coltivare in vaso o nel proprio orto. Se preferisci coltivarla in vaso, scegli un buon terriccio, arricchito con un fertilizzante naturale come stallatico o compost maturo e scegli per il vaso una posizione in mezz’ombra.

In genere, l’erba di San Pietro non ha particolari esigenze di terreno e clima, anche se tollera poco le gelate invernali e il caldo eccessivo in estate. Anche nell’orto, la posizione migliore per favorire il suo sviluppo è una zona in mezz’ombra e piuttosto che darti alla semina, è meglio partire dalle piantine acquistate in un vivaio, da posizionare a una distanza di circa 20-30 cm. Occupati quindi del trapianto in primavera, preferibilmente nei mesi tra marzo e giugno.

Attenzione poi ai ristagni idrici: l’erba di San Pietro deve essere innaffiata con moderazione, evitando anche di bagnare le foglie. Per prevenire il problema della comparsa di erbe spontanee intorno all’erba di San Pietro, il consiglio è quello di provvedere alla pacciamatura, mediante materiali naturali come foglie, corteccia o paglia.

Assicurati che anche nell'orto il terreno sia ben dissodato in profondità e concimato con un prodotto organico in primavera.

Controindicazioni

Al momento non ci sono indicazioni perché il consumo di foglie dell'erba di San Pietro provochi interazioni con altri farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio, è comunque sempre preferibile consultare il proprio medico di fiducia.