“Più differenzi, meno paghi”: tra le proposte di Fise al governo Draghi c’è anche la revisione della Tari

Fise Assoambiente, l’associazione che rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese private che gestiscono servizi ambientali, ha presentato un piano in 5 mosse da sottoporre al nuovo esecutivo per favorire una reale transizione verso l’economia circolare, utilizzando efficacemente le risorse europee (Next Generation EU e Fondi Strutturali). Tra le proposte c’è anche il passaggio alla tariffazione puntuale.
Federico Turrisi 26 Febbraio 2021

Non facciamo altro che ripetercelo ogni volta che abbiamo l'occasione: non c'è sviluppo sostenibile senza economia circolare. Senza un passaggio da un modello lineare (di cui l'usa e getta è diventato un simbolo) di produzione e consumo dei beni ad uno circolare, è impossibile compiere quella transizione ecologica di cui tutti parlano.

In un documento Fise Assoambiente, ovvero l'Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica, ha presentato in anteprima la sua "strategia in 5 mosse" per cercare di garantire al Paese una reale transizione verso l’economia circolare utilizzando efficacemente le risorse europee (i Fondi Strutturali e i miliardi messi a disposizione con il Next Generation EU). Si tratta in sostanza di un pacchetto di proposte, che verranno sottoposte nelle prossime settimane all'attenzione del Ministero della Transizione Ecologica, oltre che del Mef e del Mise, utili per fornire strumenti economici di mercato e sostenere gli investimenti green.

La prima delle cinque proposte riguarda la revisione della tassa sui rifiuti (Tari) in maniera tale da incentivare il riciclo. Fise infatti suggerisce un passaggio dei Comuni italiani a un sistema di un sistema di tariffazione puntuale, così si definisce tecnicamente. Il principio è molto semplice: l'imposta viene calcolata sull'effettiva produzione di rifiuti dell'utente, e maggiore sarà la quantità di indifferenziato (o secco) prodotto, più il conto sarà elevato.

Le altre quattro proposte di Fise Assoambiente sono:

  • Rafforzare l’applicazione della Responsabilità Estesa del Produttore alle filiere oggi scoperte, come quella dei materiali tessili e degli arredi, riconoscendo agli operatori del riciclo una parte dei ricavi provenienti dalla vendita;
  • Incentivare il riciclo di materia attraverso “Certificati del Riciclo”, sostenendo la domanda con aliquota IVA ridotta per i prodotti realizzati con beni certificati riciclati e rafforzando gli acquisti verdi da parte delle pubbliche amministrazioni;
  • Confermare gli incentivi per il biometano oltre il 2022 e incentivare il recupero energetico (termovalorizzazione) solo per i rifiuti non riciclabili e gli scarti dei processi di riciclo;
  • Abolire la tassa provinciale sui rifiuti (quota parte della TARI) e l’addizionale sulla raccolta differenziata, rivedere al rialzo l’ecotassa sul conferimento in discarica o per l’invio all’estero, confermare la tassazione sulla plastica, ma solo su quella non riciclabile.