Più facile da coltivare di un bonsai, è arrivato il momento di realizzare un kusamono a casa tua

Crescono in pochi centimetri quadrati di terra, ma sono dei veri e propri micro-giardini che accompagnano le stagionalità. I kusamono sono un’altra invenzione che arriva dal Giappone, proprio come i bonsai o i kokedama, ma sono veramente facili da coltivare.
Gaia Cortese 13 Novembre 2020

I kusamono sono piccole composizioni di erbe e fiori, che ricordano i più conosciuti bonsai, tanto da essere chiamati anche bonsai erbacei. D’altronde, per alcuni aspetti kusamono e bonsai non differiscono di molto; non parlo solo dell’origine giapponese, ma soprattutto del metodo di coltivazione o delle necessarie operazioni di potatura necessarie per modellarne le forme. Va detto tuttavia, che sì, il kusamono è più semplice da coltivare e senza dubbio, questa è una lieta notizia per chi non ha proprio il pollice verde.

I kusamono sono anche definiti bonsai di accompagnamento perché hanno un po’ il compito di accompagnare le stagioni. Difatti, uno degli aspetti più suggestivi nel realizzare un kusamono è quello di riuscire ad evocare un determinato paesaggio giocando con le varietà di fiori e piante e con gli accostamenti più appropriati.

Conoscendo in maniera più approfondita il mondo dei kusamono, sentirai parlare con ogni probabilità anche dei shitakusa, ma sebbene a prima vista possano sembrare molto simili tra loro, c’è una sostanziale differenza tra le due composizioni.

Significato e differenze

I termini giapponesi kusamono e shitakusa significano letteralmente “oggetto erbaceo” e “erba che sta sotto” e indicano una composizione di piante erbacee perenni coltivate in un vaso, o su un supporto di varia natura. Con il termine shitakusa, che significa “erba che sta in basso” di norma si vogliono indicare erbe raccolte in natura o coltivate in giardino, di altezza abbastanza contenuta, che vengono poste ai piedi di un bonsai, con la funzione per l’appunto di evocare una stagione. Diversamente i kusamono vengono esposti nel tokonoma, ossia il punto focale della stanza in una casa giapponese, come elemento dominante, senza la necessità di essere accompagnato da un bonsai.

Piante da utilizzare

Tra i fiori usati per realizzare kusamono ci sono le orchidee, per cui i giapponesi hanno una vera passione, le peonie, i crisantemi e gli iris che sono anche simbolo di buon auspicio.

Per rappresentare le stagionalità sono molto utilizzate le felci così come i carex; tra le piante acquatiche non mancano le ninfee, i loti, i papiri, gli equiseti e i giunchi. Simbolo di grande forza e lunga vita è il bambù, mentre il rhus succedanea, con le sue sfumature dall’arancio al rosso, è perfetto da utilizzare per un kusamono in pieno autunno.

Vasi da usare

I kusamono si coltivano in vasi di piccole dimensioni, di norma di terracotta, di ceramica o grès decorato. Non ci sono particolari indicazioni in merito, ma quello che conta è la dimensione ridotta e che abbia un foro sul fondo.

Come fare un kusamono

Quello che ti serve per creare un kusamono sono quindi delle piante erbacee, del muschio e un piccolo vaso. Dopo esserti procutao un piccolo vaso di ceramica. Se il vaso scelto non dovesse avere il foro, per evitare la formazione di marciumi, aggiungi sul fondo uno strato di ghiaia e alcuni pezzi di carbone vegetale. Per quanto riguarda il terriccio appropriato per la coltivazione del kusamono, scegli un miscuglio comune terra e sabbia.

Se vuoi seguire l’antica regola dei kusamono, le specie vegetali inserite devono essere in numero dispari. Posiziona nel vaso elementi alti e bassi in modo armonioso, e poi ricopri con la terra. Fai delle leggere pressioni sulla terra e regola l’orientamento e l’inclinazione delle piantine con le dita, usando un cucchiaino per aiutarti in questa operazione.

Infine, vaporizza con l’acqua solo la terra. Pensi di avere finito? Ti sbagli, devi aggiungere ancora il muschio. Tutte le parti scoperte devono essere ricoperte con uno strato di muschio fresco e compatto, per poi essere inumidito. Innaffia regolarmente una volta alla settimana, aumentando le innaffiature nel periodo estivo, in cui dovrai fare anche attenzione a non esporre il kusamono ai raggi diretti del sole. Ad ogni modo, a scanso di equivoci, per il migliore risultato nella tua composizione metti sempre insieme esemplari che abbiano più o meno le stesse esigenze in quanto a innaffiatura ed esposizione al sole.