
Il prezzo dei pomodori datterini è arrivato a livelli insoliti per questo periodo dell'anno. In alcuni mercati all'ingrosso italiani le quotazioni raggiungono infatti 7 euro al chilo, con un prezzo di partenza che secondo gli operatori è circa il doppio rispetto a pochi mesi fa.
Il motivo non sarebbe legato a un solo fattore. A pesare sono soprattutto il caldo eccezionale dell'estate 2026, la riduzione dei raccolti e l'aumento dei costi di produzione.
E quando il prezzo all'ingrosso sale, inevitabilmente anche il costo della vaschetta che troviamo al supermercato o dal fruttivendolo può aumentare.
Quanto costano oggi i pomodori datterini
Le quotazioni cambiano sensibilmente in base al mercato e alla zona.
A Vittoria, in provincia di Ragusa, uno dei principali centri italiani per la produzione ortofrutticola, i datterini sono stati quotati intorno ai 5 euro al chilo nelle rilevazioni di inizio ottobre.
Al Centro Agroalimentare di Roma, invece, le quotazioni sono salite tra 5,80 e 6,30 euro al chilo.
Ancora più alti i prezzi registrati al Centro Agro Alimentare Torino, dove datterini rossi e gialli sono arrivati a 6,50-7 euro al chilo.
Si tratta di prezzi all'ingrosso, quindi il prezzo finale pagato dal consumatore può essere ancora più elevato.
Perché i datterini costano così tanto
Alla base del rincaro ci sarebbe soprattutto una combinazione di clima e disponibilità del prodotto.
L'estate 2026 è stata particolarmente calda e le temperature elevate hanno creato difficoltà alle coltivazioni, soprattutto in Sicilia, una delle principali aree italiane di produzione del pomodoro destinato al mercato autunnale.
Secondo i dati citati dagli operatori del settore, il caldo ha contribuito a ridurre le rese e la quantità di pomodori disponibili sul mercato.
L'estate più calda ha ridotto la produzione
Le temperature eccezionali non hanno avuto soltanto un effetto sulla qualità dei pomodori.
Le ondate di calore di luglio e agosto avrebbero compromesso parte dei raccolti e accelerato alcuni processi di maturazione.
Anche i trapianti delle nuove coltivazioni sarebbero stati condizionati dal caldo, con conseguenze sull'offerta disponibile nelle settimane successive.
Il risultato è un mercato nel quale la domanda continua a esserci, mentre la quantità di prodotto italiano disponibile è più limitata.
La Sicilia è fondamentale per i pomodori autunnali
Il problema riguarda in particolare la Sicilia perché durante l'autunno e l'inverno le serre siciliane rappresentano una fonte importante di pomodori destinati al mercato italiano.
Quando la produzione dell'isola rallenta o diminuisce, le conseguenze possono arrivare anche sui banchi dei supermercati di altre regioni.
Gli operatori hanno quindi dovuto fare maggiore ricorso alle importazioni per compensare la minore disponibilità di prodotto nazionale.
I supermercati guardano all'estero
Con meno pomodori italiani disponibili e prezzi elevati, la grande distribuzione può rivolgersi anche a Spagna, Paesi Bassi, Albania e Turchia.
Questo permette di aumentare l'offerta disponibile, ma crea anche differenze di prezzo legate all'origine del prodotto.
Un confronto registrato al mercato di Torino mostra, per esempio, come il pomodoro a grappolo italiano fosse quotato tra 2 e 2,50 euro al chilo, mentre quello olandese si trovasse tra 1,80 e 2 euro.
Non è solo il datterino a essere aumentato
Il rincaro non riguarda esclusivamente il pomodoro datterino.
Anche altre varietà stanno registrando prezzi elevati, seppure con quotazioni inferiori.
A Vittoria, per esempio, il ciliegino si aggira intorno ai 4 euro al chilo, mentre il pomodoro a grappolo si trova intorno ai 2,50 euro.
La situazione cambia poi da un mercato all'altro.
In una rilevazione del mercato di Firenze del 13 ottobre, i pomodorini sono arrivati a 8 euro al chilo in alcuni casi.
Il prezzo è raddoppiato?
Secondo gli operatori citati nelle ricostruzioni di mercato, il prezzo di partenza del pomodoro è mediamente raddoppiato rispetto a pochi mesi fa.
Il confronto deve però essere fatto tenendo conto della varietà, dell'origine e del mercato di riferimento.
Non esiste quindi un unico prezzo nazionale del datterino: le quotazioni possono cambiare molto tra Sicilia, Centro Italia e Nord Italia.
Quando potrebbero scendere i prezzi
Il ritorno alla normalità dipenderà soprattutto dalla disponibilità di nuovo prodotto.
A Vittoria, i primi raccolti delle nuove coltivazioni sono attesi intorno alla metà di novembre, mentre quantitativi più consistenti potrebbero arrivare verso la fine del mese.
Gli operatori invitano però alla prudenza: le temperature in Sicilia sono ancora elevate e nuovi eventi meteorologici potrebbero modificare nuovamente la situazione.
Il clima continua a essere decisivo
Anche se la produzione dovesse aumentare nelle prossime settimane, il problema non sarebbe necessariamente risolto.
Il cambiamento delle condizioni climatiche sta infatti rendendo più difficile prevedere l'andamento delle coltivazioni.
Un'altra variabile riguarda i costi di produzione, che incidono sul prezzo finale indipendentemente dalla quantità di pomodori disponibili.
Anche carburanti e fertilizzanti pesano
Il caldo non è l'unico elemento indicato dagli operatori.
Tra le voci di costo che incidono sulla produzione ci sono anche carburante, fertilizzanti ed energia.
Il gasolio viene utilizzato dai macchinari agricoli, mentre l'energia è necessaria per il funzionamento di serre e sistemi di irrigazione.
Secondo Fabrizio Galliati, presidente del Caat, l'effetto dell'aumento dei costi energetici potrebbe diventare ancora più evidente nei prossimi mesi, quando arriverà sul mercato il prodotto attualmente in coltivazione.
Cosa comprare per spendere meno
Se il datterino è diventato troppo caro, non significa necessariamente rinunciare ai pomodori.
Per l'insalata si può scegliere, per esempio, un pomodoro a grappolo, che attualmente presenta quotazioni inferiori.
Per preparare il sugo, invece, possono essere più convenienti prodotti come passata e pelati, soprattutto quando il prezzo del pomodoro fresco rimane elevato.
La scelta dipende naturalmente dalla ricetta e dalle preferenze personali.
Perché il datterino costa più degli altri
Il datterino è una varietà particolarmente apprezzata per la sua polpa dolce e compatta e viene venduto soprattutto in confezioni di piccole dimensioni.
È anche una delle tipologie che in questo momento presenta le quotazioni più alte nei mercati all'ingrosso.
A incidere sono quindi sia la situazione generale del comparto sia le caratteristiche della varietà e la disponibilità del prodotto.
Il prezzo al supermercato può essere ancora più alto
Bisogna infine ricordare che il prezzo di 5, 6 o 7 euro al chilo all'ingrosso non corrisponde a quello che il consumatore trova necessariamente sullo scaffale.
Tra la quotazione all'origine o all'ingrosso e il prezzo finale intervengono infatti trasporto, confezionamento, distribuzione, costi del punto vendita e margini commerciali.
Per questo una vaschetta di datterini può arrivare a costare sensibilmente più della quotazione registrata nei mercati.
Un autunno difficile per i pomodori
Il dato dei 7 euro al chilo racconta quindi una situazione particolare, ma non significa che tutti i pomodori italiani abbiano raggiunto quella cifra.
Le quotazioni variano in base alla varietà, all'origine e al mercato.
Il quadro generale è però chiaro: il caldo dell'estate 2026 ha ridotto la disponibilità di prodotto in alcune aree e i prezzi del pomodoro sono rimasti elevati.
Quando torneranno a prezzi più normali?
Le prossime settimane saranno decisive.
L'arrivo dei nuovi raccolti siciliani potrebbe aumentare l'offerta e contribuire a ridurre la pressione sui prezzi. Ma gli operatori sottolineano che il meteo resta una variabile difficile da prevedere.
Per ora, quindi, chi va a fare la spesa si trova davanti a un datterino che può costare fino a 7 euro al chilo già all'ingrosso, con prezzi al dettaglio inevitabilmente più alti.
E per risparmiare, almeno finché la situazione non cambia, può convenire scegliere varietà meno costose oppure puntare su passata e pelati.