Quale cane scegliere se hai un bambino? L’esperta risponde a tutti i tuoi dubbi

Meglio una taglia grossa oppure piccola? E quale razza si adatta meglio a convivere con un bambino? In realtà, dipende dal cane, ma anche e sopratutto da te e da come saprai educare tuo figlio e l’animale a mettersi in relazione l’uno con l’altro. Ecco qualche regola di base e qualche trucco utile dalla dottoressa Giulia Masciocchi, che si occupa di tutelare il benessere animale durante gli incontri di pet therapy.
Giulia Dallagiovanna 8 ottobre 2019

A un certo punto arriva quel momento in cui un pensiero, o piuttosto un desiderio, "E se adottassimo un cane?". Magari perché adori quello dei tuoi amici, così affettuoso, oppure perché è proprio tuo figlio ad avertelo già chiesto diverse volte. In quanto a te, sei assolutamente disposto. Anzi, non vedi proprio l'ora. E mentre pensi a quanto sarà bello trovare qualcuno che ti faccia le feste ogni volta che rientri a casa o a quale nome vorresti dargli, ti rimane un ultimo dubbio da dipanare: quale razza si adatta meglio a convivere con un bambino ancora piccolo?

Sicuramente anche tu avrai sentito di cani mordere e, in alcuni casi, anche uccidere dei bambini e forse ora avrai paura che il nuovo arrivato possa impazzire e far del male a tuo figlio. Così, per andare sul sicuro, deciderai di adottare un animale di taglia molto piccola e forse scoprirai che non sono poi così innocui come appaiono. Per rispondere quindi alla tua domanda, assolutamente legittima, ma anche per sfatare qualche falso mito, ci siamo fatti aiutare dalla dottoressa Giulia Masciocchi, laureata in allevamento e benessere animale e con un master in interventi assistiti con animali. Il suo lavoro consiste nel tutelare il benessere dell'animale durante incontri di pet therapy con bambini o anziani e proprio dalla sua esperienza c'è qualche trucco che puoi imparare anche tu.

Partiamo dalla prima selezione: la razza. "Molto dipende in realtà dai genitori del bambino. – spiega Masciocchi – Se sono esperti e sanno come educare un cane, anche un Labrador può essere una buona idea. Con i più piccoli sono infatti molto gentili, ma alcuni hanno un'indole più timorosa e se non si sa come gestire questo rapporto c'è il rischio che diventino insofferenti agli atteggiamenti di un bambino. Per essere più sicuri, il mio consiglio è di optare piuttosto per un Golden retriever".

Avrai già notato che non si sta parlando di animali di misura ridotta. E non di tratta di un scelta casuale o dettata dal gusto personale. C'è infatti un importante elemento che, se pensi a quel chihuahua che sembra voler litigare con tutti gli esseri viventi del tuo quartiere, forse avrai già intuito: di solito, i cani piccoli sono più aggressivi. "Naturalmente il morso di un animale di grossa taglia farà più male, ma quelli più piccoli tendono ad aggredire con più frequenza. L'aspetto fondamentale infatti non solo le misure, ma l'educazione del cane. Non si tratta di addestrarlo a rispondere meccanicamente a degli ordini, ma a insegnargli un comportamento e un modo di comunicare corretti. Ad esempio, io non gli dico ‘seduto', ma gli insegno che per chiedere i croccantini si deve sedere davanti a me, come se in questo modo mi dicesse ‘per favore'".

Ricordati: un cane è sempre un cane e non dovrai trattarlo come il tuo nuovo figlio

Il tuo animale domestico deve quindi diventare un membro della famiglia, con tutte le regole che questo status comporta. Attenzione, però: rimane pur sempre un cane, con bisogni e necessità da cane. Non è il tuo nuovo figlio, né un fratellino per i bambini che hai già avuto.

"Una delle difficoltà che si notano con le razza di taglia più ridotta è che i padroni tendono a trattarli come dei bambolotti. Gli comprano i vestitini o li tengono in borsetta. Così il cane disimpara camminare per terra e quando poi si trova su un marciapiede o su un pavimento ha paura ed è fortemente spaesato. D'altronde, proviamo a immaginare di non aver mai visto il mare in vita nostra e trovarci improvvisamente paracadutati nell'oceano: saremmo terrorizzati, proprio come un Chihuahua o uno Yorkshire. Alla facoltà di Medicina Veterinaria di Milano stanno proprio coniando il termine ‘fobia da strada', perché certi animali hanno delle crisi isteriche".

È proprio la confusione tra i ruoli che poi dà origine a comportamenti pericolosi e ai casi di cronaca che ti avranno tanto spaventato. Due anni fa, ad esempio, un bambino di un anno e mezzo è morto sbranato da due Dogo argentini. La lettura più semplice sarebbe che si tratta di una razza aggressiva, che a un certo punto impazzisce, senza alcuna ragione apparente. E invece la causa esiste eccome: "Questi due cani erano sempre rimasti legati a una catena di un metro e non avevano mai visto nessun essere umano se non il loro padrone, e padre del bambino. Un veterinario comportamentalista che li ha valutati ha infatti dichiarato che erano deprivati sensorialmente ed emotivamente. Così, questi Dogo, una razza che di solito è usata per la caccia, hanno visto per la prima volta il bambino e l'hanno considerato una preda. E quindi hanno fatto i cani e lo hanno aggredito. Ma la colpa non era la loro, era di chi non gli ha mai insegnato a rapportarsi con le altre persone".

Ma allora come si mettono in relazione gli animali domestici e i bambini? Come prima regola, non dovrai mai lasciare tuo figlio da solo con il suo nuovo amico a quattro zampe. "Un bambino, soprattutto se molto piccolo o magari neonato, non legge la comunicazione del cane. Non può insomma capire da solo quando questo è infastidito, si sente a disagio o sta andando in stress. Devono quindi essere i genitori a capire quando è il momento di portare via il bambino e far risposare l'animale, anche per evitare che quest'ultimo inizi a vivere male la presenza del membro più giovane della famiglia". 

Se invece tuo figlio è un pochino più grande, allora potrai educare anche lui alla differenza tra il suo giocattolo preferito e la nuova presenza pelosa in casa. "Di solito lavoro con bambini dai 4 anni in avanti e trovo molto utile partire con un peluche di un cane. Gli spiego che a quel giocattolo si può fare di tutto, anche tirarlo oppure lanciarlo, perché non gli si fa male. Infatti non piange e non si lamenta. E poi gli porto l'animale e gli mostro che questo invece è un essere vivente, che può provare dolore e diventare triste se non lo si tratta bene. Così imparano a non compiere movimenti troppo bruschi e a non tirargli oggetti in testa. E soprattutto capiscono la differenza tra i giochi da bambini e i giochi da e con il cane, come tirargli la pallina, rotolarsi per terra o così via".

Insomma, fallo sentire un membro della famiglia, ma ricordati che rimane un animale con le sue esigenze i suoi comportamenti. Infine, un'ultima regola per tutti: niente abbracci. "Quello che per noi è un gesto affettuoso, per il cane è un atto di aggressione, come se gli si volesse comunicare che si sta cercando di sottometterlo. E naturalmente, questa possibilità non gli piace per niente".