Quando si spengono i termosifoni nel 2026 in Italia: date città per città e cosa cambia

Quando verranno spenti i termosifoni nel 2026 in Italia? Le date previste per ogni zona climatica, da nord a sud, e le regole sul riscaldamento domestico.
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Redazione 5 Marzo 2026

Con l’arrivo della primavera cresce l’attenzione sulle date di spegnimento dei termosifoni nelle case italiane. Ogni anno il calendario del riscaldamento domestico segue regole precise stabilite dalla normativa nazionale, che divide il territorio in diverse zone climatiche. Anche nel 2026 le scadenze restano legate a questo sistema e indicano il periodo entro cui gli impianti centralizzati devono essere spenti.

La gestione del riscaldamento è regolata dal DPR 412 del 1993 e successive modifiche. La norma stabilisce il periodo massimo di accensione degli impianti termici e il numero di ore giornaliere consentite, variabili in base al clima della zona in cui si trova il comune. Questo significa che lo spegnimento dei termosifoni non avviene nello stesso giorno in tutta Italia, ma cambia da città a città.

Le date di spegnimento dei termosifoni nel 2026

Il territorio italiano è suddiviso in sei zone climatiche, identificate dalle lettere dalla A alla F. Le differenze dipendono principalmente dalle temperature medie e dal fabbisogno energetico degli edifici durante l’inverno.

Nelle zone più calde del Sud e delle isole, cioè la zona A e B, il periodo di accensione termina il 15 marzo. In questi territori, dove gli inverni sono più miti, i termosifoni restano accesi per meno mesi rispetto al resto del Paese.

Nella zona C, che comprende diverse città del Centro Italia e alcune aree costiere, la data di spegnimento è fissata al 31 marzo.

Per molti capoluoghi italiani la scadenza più importante è quella della zona D. Qui rientrano città come Roma, Firenze e gran parte del Centro-Nord. In queste aree i termosifoni possono restare accesi fino al 15 aprile.

Le città della zona E, tra cui Milano, Torino, Bologna e Venezia, hanno una stagione di riscaldamento più lunga. In questi casi la data di spegnimento prevista è il 15 aprile, con un numero maggiore di ore giornaliere consentite.

Infine c’è la zona F, che include le località di montagna con clima particolarmente rigido, come alcune aree alpine. Qui non esiste una vera scadenza stagionale: gli impianti possono restare accesi tutto l’anno se le condizioni meteo lo rendono necessario.

Perché le date possono cambiare

Le date stabilite dalla normativa rappresentano il limite ordinario per l’accensione e lo spegnimento dei termosifoni. I comuni possono comunque intervenire con ordinanze temporanee se le condizioni climatiche lo richiedono.

Se durante la primavera si verificano improvvisi abbassamenti delle temperature, le amministrazioni locali possono autorizzare una proroga del riscaldamento per alcuni giorni. La decisione viene presa valutando le previsioni meteo e le temperature registrate sul territorio.

Questo accade soprattutto nelle città del Nord e nelle zone collinari, dove il freddo può prolungarsi anche oltre la metà di aprile.

Cosa succede dopo lo spegnimento dei termosifoni

Dopo la fine del periodo di accensione previsto dalla legge, gli impianti centralizzati devono essere spenti. Nei condomini la gestione dipende dall’amministratore e dal tipo di impianto installato.

In molte abitazioni con sistemi autonomi resta possibile accendere il riscaldamento anche dopo la data ufficiale, ma sempre rispettando i limiti di temperatura previsti dalla normativa nazionale. In genere la temperatura massima negli ambienti domestici non deve superare i 20 gradi, con una tolleranza di due gradi.

Lo spegnimento dei termosifoni segna anche il momento in cui molti proprietari di casa iniziano le operazioni di manutenzione degli impianti, come il controllo della caldaia o la pulizia dei radiatori, attività utili per prepararsi alla stagione successiva.

Il calendario del riscaldamento nelle principali città

Nel 2026 gran parte delle città italiane spegnerà i termosifoni tra fine marzo e metà aprile. Roma e Firenze seguiranno la scadenza del 15 aprile, mentre Milano, Torino e Bologna rientrano nella stessa fascia climatica con la stessa data di riferimento.

Le città del Sud, come Napoli, Bari e Palermo, anticipano la fine della stagione di riscaldamento al 31 marzo o al 15 marzo, in base alla zona climatica specifica del comune.

Per conoscere la data esatta è sempre utile verificare la classificazione climatica del proprio comune e controllare eventuali ordinanze locali pubblicate nelle settimane che precedono la fine del periodo di accensione.