Quando smontare l’albero di Natale e il presepe? La data corretta secondo la tradizione liturgica

Smontare albero e presepe il 6 gennaio è una consuetudine diffusa, ma non è la data corretta secondo la tradizione liturgica cattolica. Per rispettare pienamente il calendario religioso, bisogna attendere la domenica del Battesimo di Gesù, che nel 2026 cade l’11 gennaio. Un piccolo gesto che permette di prolungare la magia e il significato del Natale, mantenendo viva la spiritualità in famiglia.
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Redazione 7 Gennaio 2026

Molti pensano che con l’arrivo dell’Epifania, il 6 gennaio, si concluda ufficialmente il periodo natalizio e sia quindi il momento giusto per smontare l’albero di Natale e il presepe. Tuttavia, secondo la tradizione liturgica cattolica, il tempo di Natale si prolunga oltre il 6 gennaio, e la data corretta per riporre le decorazioni è un’altra, spesso poco conosciuta.

Natale: una festa che dura più di quanto si pensi

Nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, il tempo di Natale inizia la notte del 24 dicembre con la celebrazione della Natività e non si conclude con l’Epifania, come comunemente si crede. La festa dei Re Magi è solo una delle tappe del ciclo natalizio, che si estende fino a una domenica ben precisa.

Secondo la tradizione religiosa, le decorazioni natalizie vanno tenute fino alla festa del Battesimo di Gesù, che chiude ufficialmente il tempo di Natale.

Quando si celebra il Battesimo di Gesù?

La data della festa del Battesimo del Signore varia leggermente ogni anno, ma cade sempre la domenica successiva all’Epifania. Nel 2026, ad esempio, l’Epifania è martedì 6 gennaio, e la domenica successiva — 11 gennaio 2026 — sarà il giorno liturgicamente indicato per concludere il periodo natalizio.

Questo significa che l’11 gennaio 2026 è la data giusta, secondo la tradizione cristiana, per smontare l’albero, il presepe e tutte le decorazioni natalizie.

Perché aspettare il Battesimo di Gesù?

La liturgia cattolica considera il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano come l’inizio della sua vita pubblica e il momento in cui si chiude il ciclo della Natività. È quindi una data simbolica molto importante, che segna la fine del tempo natalizio e l’ingresso nel tempo ordinario.

Attendere questa domenica per togliere le decorazioni non è solo un gesto di fede, ma anche un modo per prolungare il significato spirituale del Natale, evitando di ridurlo a una semplice parentesi consumistica.

Origini della tradizione popolare del 6 gennaio

L’usanza di smontare albero e presepe il 6 gennaio è radicata soprattutto nella cultura popolare italiana, dove si dice che “l’Epifania tutte le feste porta via”. Questo detto riflette più una tradizione sociale che una regola religiosa: l’Epifania segna la fine delle vacanze scolastiche e il ritorno alla routine lavorativa, motivo per cui molte famiglie scelgono di sistemare casa proprio in quel giorno.

Tuttavia, la liturgia suggerisce di aspettare ancora qualche giorno, lasciando spazio alla riflessione spirituale legata alla figura di Gesù che riceve il battesimo da Giovanni Battista.

Come cambia la data ogni anno

La data del Battesimo del Signore cambia ogni anno, ma resta sempre tra il 7 e il 13 gennaio. Ecco alcuni esempi recenti e futuri:

2024: domenica 7 gennaio

2025: domenica 12 gennaio

2026: domenica 11 gennaio

Sapere questo permette di organizzarsi meglio e di seguire il calendario liturgico con consapevolezza, mantenendo viva la tradizione cristiana all’interno delle mura domestiche.

Presepe e albero: simboli da custodire fino all’ultimo giorno

In molte famiglie italiane, il presepe ha un valore affettivo e religioso profondo. Lasciarlo esposto fino al Battesimo di Gesù è un modo per vivere appieno il tempo natalizio, dando il giusto spazio al mistero dell’Incarnazione e ai momenti successivi alla Natività, come la visita dei Magi e l’inizio della missione di Cristo.

Anche l’albero di Natale, pur non essendo un simbolo religioso in senso stretto, può accompagnare il percorso spirituale delle festività, con le sue luci che simboleggiano la luce di Cristo nel mondo.