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22 Maggio 2022
13:30

Quasi 5 milioni di asini macellati con atroci sofferenze ogni anno solo per il loro pellame

Ancora una volta è il Donkey Sanctuary a lanciare l'allarme in difesa degli asini. Esiste, infatti, un commercio illegale del loro pellame, da cui viene estratto un ingrediente molto richiesto dalla medicina tradizionale cinese, l'ejiao. Sul sito dell'associazione inglese la petizione per porre fine alla sofferenza che questi animali devono patir einutilmente.

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Quasi 5 milioni di asini macellati con atroci sofferenze ogni anno solo per il loro pellame
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Ogni anno 4,8 milioni di asini vengono macellati solo per il loro pellame. Dopo essere stati trasportati per lunghe distanze a bordo di un camion, se non a piedi, gli asini vengono provati di acqua e cibo e trattenuti in queste condizioni estreme per diversi giorni  fino al momento in cui vengono ammazzati con modalità cruente.

In altri casi gli asini vengono rubati durante la notte ai loro proprietari per essere macellati a poco distanza dal luogo dove vivevano. Le loro carcasse finiscono per essere lasciate marcire sotto il sole in modo da poterne prelevare la pelle  più facilmente.

È quanto emerge dal rapporto pubblicato dal Donkey Sanctuary, un'organizzazione inglese che si occupa del benessere degli asini e che ha acceso i riflettori sul commercio illegale di pelli di asini che avviene soprattutto in Rete.

Il commercio di pelli di asino è illegale in alcuni Paesi, e legale in altri. Laddove il commercio opera legalmente, è comunque privo di regolamentazioni tali da poter monitorarne le dimensioni o rintracciare l'origine delle singole pelli. Laddove la macellazione degli asini e l'esportazione delle loro pelli è illegale, gli asini vengono rubati e scambiati indiscriminatamente a dispetto delle leggi nazionali e locali.

Dal rapporto emerge che gli asini sono spesso trasportati su lunghe distanze, in camion o addirittura a piedi. Sono privati del cibo, dell’acqua e di un riposo adeguato. Gli animali vengono trattenuti, spesso per giorni e giorni prima di essere massacrati, in condizioni brutali e poco igieniche.

Altri asini invece vengono rubati durante la notte ai loro proprietari e vengono macellati a poco distanza dal luogo dove vivevano. Le carcasse vengono lasciate marcire sotto il sole per far sì che il prelievo della pelle sia più semplice; inutile dire che questi processi, dove non esistono norme igieniche, portano con sé solo problemi di natura sanitaria.

Perché la pelle di asino arriva a generare un commercio così ampio? Nel momento in cui viene opportunamente trattata, dalla pelle di asino è possibile estrarre un ingrediente chiamato ejiao. Questo prodotto ottenuto dal collagene estratto dalla pelle dell'asino viene miscelato con erbe e altri ingredienti per creare barrette, pillole o liquidi per beni di consumo o prodotti di bellezza, o ancora prodotti utilizzati nella medicina tradizionale cinese.

Si evidenzia proprio in Cina, infatti, la maggiore domanda di questo prodotto, ma anche in altri Paesi in cui è vietato il commercio di pelle d’asino, come la Nigeria, il Ghana e il Kenya, dove oltretutto i trafficanti riescono a farne merce di scambio illegalmente senza troppe difficoltà. Non solo. Domanda e offerta non sono minimamente ostacolate negli scambi sui social dove, attraverso specifici algorismi, riescono ad aggirare le restrizioni date dai paesi di appartenenza della materia prima e a rendere più semplice le attività di trafficanti e criminali.

Per tentare di mettere fine alla sofferenza degli asini, l'associazione Donkey sanctuary ha lanciato una petizione online che sta raccogliendo moltissime adesioni.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.