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1 Giugno 2020
12:00

Quattro giovani architette e la loro idea green per un’estate all’insegna del distanziamento intelligente

Si chiama Isola.ti, ma di “isolato” non ha quasi nulla. Si tratta infatti di piattaforme galleggianti da ancorare a pochi metri dalla spiaggia in modo tale da ampliare la possibilità di trascorrere una giornata al mare evitando sovraffollamenti. Tutto questo grazie anche all’utilizzo di materiali green e derivanti da processi di economia circolare.

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Quattro giovani architette e la loro idea green per un’estate all’insegna del distanziamento intelligente
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Creare nuovo spazio sfruttando quello già a disposizione ma che solitamente non viene considerato. E che, per essere visto, necessita di una buona dose di creatività e inventivaBianca Cartacci, Ludovica Aringhieri, Carlotta Di Sandro e Federica Frinosono quattro amiche neo laureate presso la facoltà di architettura di Firenze che hanno pensato di sfruttare la propria formazione per mettere a punto una soluzione tanto semplice quanto innovativa così da consentire a tutti di godere dell’estate tanto attesa ormai alle porte e aiutare la propria terra a uscire meglio dalla crisi Coronavirus. Tutto questo utilizzando ingegno, sensibilità ed economia circolare.

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Si chiama Isola.ti, ed è un’idea che potrebbe evitare che quest'anno le spiagge restino più vuote del solito, senza però mettere a rischio l’incolumità di nessuno. Perché, nel progetto, il distanziamento ricopre un ruolo fondamentale, tanto da sfruttare lo spazio offerto proprio dall’acqua del mare. Tutto questo in un’ottica rigorosamente green.

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Il progetto consiste in alcune piattaforme galleggianti realizzate in legno oppure wpc e plastica riciclata che consentano alle persone di godersi una giornata al mare senza il timore di trovarsi troppo attaccati ai loro vicini di ombrellone, o peggio senza il bisogno di rimanere fuori dal lido per evitare sovraffolamenti. Le piattaforme, di circa 3 metri per 3, sarebbero ancorate al fondale e fungerebbero da spazio vitale per la giornata in spiaggia, per essere poi sanificate. Di questi spazi “marini”, le giovani architette hanno previsto tre tipologie diverse, in modo da assecondare le esigenze di qualunque gruppo, si tratti di famiglie o amici.

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Un esempio di come ingegno, amore per la propria terra e rispetto per l’ambiente possano creare delle soluzioni innovative per rendere i propri territori e le abitudini cui non riusciamo a rinunciare più resilienti nei confronti del mondo che cambia.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.