Rapporto Iucn: buone notizie per i tonni, ma la pressione sulla vita marina è in aumento (e a rimetterci sono squali e razze)

In occasione del congresso mondiale per la conservazione della biodiversità, che si sta tenendo in questi giorni a Marsiglia, l’Iucn ha aggiornato la lista rossa delle specie minacciate. Quattro specie di tonno pescate commercialmente sono in fase di recupero grazie al sistema delle quote, ma il 37% delle specie di razze e squali è ora a forte rischio di estinzione a causa soprattutto di sovrapesca, inquinamento e cambiamento climatico.
Federico Turrisi 6 Settembre 2021

Il fatto che alcune varietà di tonno, uno dei pesci più richiesti dal mercato e quindi minacciato dalla pesca intensiva, si stiano riprendendo è sicuramente una notizia positiva, ma non possiamo permetterci di cantare vittoria. Molte altre specie marine infatti sono in pericolo, e i principali responsabili del loro declino siamo sempre noi uomini. L'aggiornamento della Lista rossa delle specie minacciate, pubblicato dall'Iucn, l'Unione internazionale per la conservazione della natura, in occasione del Congresso mondiale per la conservazione della biodiversità (che si tiene dal 3 all'11 settembre a Marsiglia, in Francia) contiene diverse novità. Vediamole brevemente insieme.

Sono state rivalutate le 7 specie di tonno più pescate commercialmente. Quattro di loro hanno mostrato segni di ripresa grazie soprattutto agli sforzi di quei Paesi che applicano quote di pesca più sostenibili e mettono in atto azioni più incisive per contrastare la pesca illegale. Il tonno rosso dell’Atlantico (Thunnus thynnus) è passato dalla categoria "In pericolo" a "Minor Preoccupazione", mentre il tonno rosso meridionale (Thunnus maccoyii) è passato da "In Pericolo Critico" a "in Pericolo". L’alalunga (Thunnus alalunga) e il tonno pinna gialla  (Thunnus albacares) sono passati invece da "Quasi Minacciata" a "Minor Preoccupazione". Il tonno rosso del Pacifico (Thunnus orientalis) è passato da "Vulnerabile" a "Quasi Minacciato" grazie alla disponibilità di nuovi dati e modelli di valutazione degli stock. Infine, il tonno obeso (Thunnus obesus) e il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) non cambiano di classificazione, rimanendo rispettivamente "Vulnerabile" e "Rischio minimo".

Tuttavia, nonostante il miglioramento globale a livello di specie, molti stock di tonno rimangono gravemente impoveriti a livello regionale. Per esempio, mentre la più grande popolazione orientale di tonno rosso dell’Atlantico, originaria del Mediterraneo, è aumentata di almeno il 22% negli ultimi 40 anni, nello stesso periodo, il più piccolo nucleo di questa specie, quello dell’Atlantico occidentale, che si riproduce nel Golfo del Messico, è diminuito di oltre la metà. Inoltre, nell’Oceano Indiano il tonno pinna gialla continua a essere sovrasfruttato.

Non è finita qui. L'Iucn avverte che la ripresa dei tonni arriva nel mezzo di crescenti pressioni sulle specie marine: con le nuove valutazioni, infatti, adesso il 37% degli squali e delle razze del mondo è ritenuto a rischio di estinzione, principalmente a causa della pesca intensiva, a cui si aggiungono la perdita e il degrado dell’habitat e gli effetti dei cambiamenti climatici. Attualmente la Lista Rossa dell'Iucn comprende 138.374 specie, di cui 38.543 sono considerate a rischio di estinzione. Non dimentichiamoci anche delle piante: circa 2 su 5 sono minacciate di estinzione, e nel loro caso la perdita e il degrado dell’habitat rappresentano minacce più immediate rispetto al cambiamento climatico.

"L’aggiornamento della Lista Rossa Iucn è un potente segnale che, nonostante le crescenti pressioni sui nostri oceani, le specie possono riprendersi se gli Stati si impegnano veramente nell'adozione di pratiche sostenibili", ha sottolineato il direttore generale dell’Iucn Bruno Oberle. "Occorre aumentare l'ambizione sulla conservazione della biodiversità e lavorare verso obiettivi vincolanti basati su solidi dati scientifici. Queste valutazioni della Lista Rossa dimostrano quanto strettamente le nostre vite e i nostri mezzi di sussistenza siano intrecciati con la biodiversità".