Il secondo stadio del razzo cinese ZQ-3 R/B, del peso di circa 11 tonnellate e lungo 12-13 metri, è attualmente in caduta incontrollata verso la Terra. L’evento è monitorato con attenzione poiché alcuni frammenti, in particolare quelli in acciaio, potrebbero sopravvivere al rientro atmosferico e impattare al suolo.
Secondo quanto riportato dagli esperti e aggiornato poco dopo le 08:00 (ora italiana) del 30 gennaio 2026, il rientro del razzo avverrà entro una finestra compresa tra le 08:32 e le 14:32 (ora italiana). L’informazione è stata fornita dal Centro Operativo di Sorveglianza Spaziale dell’Unione Europea (EU SST), che monitora costantemente l’oggetto.
Italia tra le aree potenzialmente interessate
A causa dell’inclinazione dell’orbita del razzo, l’impatto potrebbe avvenire tra i 57 gradi di latitudine nord e sud, una fascia molto ampia che comprende Europa centro-meridionale, Stati Uniti, Asia e gran parte degli oceani.
Tra le regioni italiane potenzialmente coinvolte ci sono:
Non è la prima volta che parti di razzi cinesi cadono sulla Terra. Alcuni esempi:
Questi episodi sollevano preoccupazioni a livello internazionale, poiché la Cina continua a lanciare razzi senza prevedere rientri controllati, a differenza delle nuove prassi adottate da altre agenzie spaziali.
Il razzo ZQ-3 R/B era stato lanciato lo scorso 3 dicembre 2025 dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan, nell’ambito della missione Zhuque-3 Y1 dell’azienda privata LandSpace.
Si trattava del primo razzo pesante riutilizzabile cinese, simile ai Falcon 9 e Falcon Heavy di SpaceX. Il primo stadio è andato perduto, mentre il secondo è quello attualmente in fase di rientro.
Oltre all’impatto fisico dei detriti, un altro elemento critico è la possibile dispersione di sostanze tossiche, contenute nei serbatoi ancora parzialmente pieni. L’impatto in aree abitate potrebbe avere conseguenze gravi per la sicurezza pubblica e l’ambiente.
Il problema globale della spazzatura spaziale
Il caso del razzo ZQ-3 R/B riaccende l’attenzione sulla gestione dei detriti spaziali. Secondo un recente studio, il crescente affollamento di oggetti in orbita potrebbe portare alla Sindrome di Kessler, una reazione a catena che renderebbe impraticabile l’accesso allo spazio per satelliti e astronauti.
Anche altri oggetti, come il Telescopio Spaziale Hubble, sono destinati a rientrare in modo incontrollato. Secondo la NASA, ciò potrebbe accadere nel 2033, con un potenziale rischio per la popolazione mondiale.
Il rientro del razzo cinese ZQ-3 R/B è attualmente sotto osservazione da parte delle principali agenzie spaziali. Il Centro Operativo Italiano, incaricato del monitoraggio per conto dell’EU SST, continuerà a fornire aggiornamenti per restringere con precisione luogo e ora dell’impatto.
L’invito alla popolazione è di restare informata tramite canali ufficiali e di non creare allarmismo: l’impatto in mare rimane lo scenario più probabile.