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23 Giugno 2020
15:30

Remote, il progetto italiano che permette alle comunità isolate di produrre e immagazzinare la propria energia

Premiato dall’Unione europea e finanziato da Horizon 2020, Remote è un progetto italiano che punta a rendere energeticamente indipendenti le piccole comunità isolate del mondo, consentendo loro di auto produrre la propria energia rinnovabile dimenticando per sempre la dipendenza dai big dei combustibili fossili.

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Remote, il progetto italiano che permette alle comunità isolate di produrre e immagazzinare la propria energia
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Immagina di vivere in un luogo lontano da tutto e da tutti, in cui sono presenti solo la tua casa e poche altre, dove per raggiungere il primo grande centro puoi impiegare ore e ore di macchina.

Un luogo in cui per avere abbastanza energia da scaldare la tua casa, illuminare le stanze e avere a disposizione elettricità per far funzionare gli oggetti, sei costretto a importarla da fuori, dipendendo completamente dai grandi produttori.

Ma ora, grazie a un progetto tutto italiano, queste comunità potrebbero pian piano diventare sempre più auto-sufficienti a livello energetico, producendo da sole l’energia necessaria alla loro quotidianità senza chiedere nulla a nessuno. E soprattutto, facendolo in modo pulito, lasciando perdere i combustibili fossili e le fonti energetiche inquinanti.

Si chiama Remote (Remote area Energy supply with Multiple Options for integrated hydrogen-based Technologies) ed è un progetto che utilizza tecnologie di stoccaggio per consentire alle piccole comunità di conservare l’energia prodotta attraverso qualsiasi fonte rinnovabile. Solare, eolico, idroelettrico, geotermico saranno tutte fonti di energia che potranno essere sfruttate in piccolo rendendo le comunità isolate del mondo indipendenti e pulite. Al momento sono presenti realtà locali isolate che sfruttano questa tecnologia per immagazzinare la propria energia in Italia, in un piccolo villaggio nell’isola di Stromboli e ad Ambornetti in Piemonte, in Grecia, ad Agkistro vicino al confine con la Bulgaria, e in Norvegia, a Rye. Ma l’obiettivo è quello di espandere questa “indipendenza” sempre di più, così da ridurre di oltre il 90% l’utilizzo di fonti fossili per alimentare queste realtà.

Un progetto innovativo, che potrebbe dare la spinta necessaria alla transizione ecologica in corso e tanto desiderata. Non a caso, Remote si è aggiudicato il premio 2020 Eusew Awards come miglior progetto di innovazione del settore dell’energia rinnovabile ed è finanziato da Horizon 2020 dell’Unione europea.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.