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31 Dicembre 2019
14:00

Respirare la foresta? Un autentico toccasana, lo conferma uno studio

Una ricerca condotta da un team dell’Istituto per la bioeconomia (Cnr-Ibe), in collaborazione con il Consorzio LaMMA e il Club alpino italiano, ha preso in esame come varia la concentrazione dei composti bioattivi presenti nell’aria forestale rilasciati dalle piante e dal suolo e quali sono i momenti migliori per sfruttarne gli effetti benefici per la salute.

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Respirare la foresta? Un autentico toccasana, lo conferma uno studio
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Quando si dice una boccata di aria pulita. Non c'è niente di meglio di una bella camminata nel bosco per dimenticare lo smog cittadino. Ma sai per quale motivo i tuoi polmoni e il tuo cervello fanno festa in mezzo alla natura? Te lo spiega uno studio condotto dagli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche – HCT Agrifood Laboratory dell’Istituto per la bioeconomia (Cnr-Ibe). in collaborazione con il Club alpino italiano (Cai) e con il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile (Consorzio LaMMA).

I composti organici volatili biogenici, ossia gli oli essenziali emessi dalle piante e dal suolo, sono tra i principali elementi che concorrono a rendere l’ambiente forestale benefico per la salute delle persone, come dimostrato da numerosi studi scientifici che hanno esaminato la risposta fisiologica e psicologica a seguito dell'inalazione delle sostanze volatili aromatiche presenti nelle foreste. Pensa che un recente studio pubblicato su Nature Communications da un team di ricercatori australiani della Griffith University ha valutato in almeno l’8% del Pil mondiale il valore economico delle aree protette, considerando soltanto gli effetti sulla salute mentale dei visitatori.

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Non tutte le foreste, né tutte le stagioni o i momenti della giornata sono però uguali; anzi, le concentrazioni di questi composti cambiano nel tempo e nello spazio molto più rapidamente di quanto ritenuto finora. Quello che emerge dalla nuova ricerca italiana è che questi mutamenti sono in gran parte prevedibili, così da poter scegliere i contesti migliori per sfruttare gli effetti benefici dell'ambiente forestale.

Dotati di uno speciale "naso elettronico", i ricercatori da agosto a ottobre di quest’anno hanno percorso alcune strade forestali e sentieri del Cai sull’Appennino Tosco-Emiliano, e hanno notato che la concentrazione dei composti organici volatili rilasciati dalle piante e dal suolo cambiava radicalmente nel giro di meno di un’ora e di poche centinaia di metri. Confrontando i dati biochimici con quelli meteorologici, è emerso che gli orari migliori per cogliere gli effetti benefici della foresta sono il primo mattino e le ore dopo mezzogiorno, in giornate soleggiate e con vento debole. Inoltre, in montagna le foreste di conifere sono più efficienti di quelle costituite da solo faggio. E allora, hai già programmato la prossima passeggiata nel bosco?

Fonte | "Temporal and Spatial Variability of Volatile Organic Compounds in the Forest Atmosphere" pubblicato sul Journal of Environmental Research and Public Health il 5 dicembre 2019.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.