Riprende la folle tradizione delle isole Far Oer: in una sola volta uccisi quasi 300 delfini e balene

Ancora una volta l’allarme arriva dal capitano Paul Watson, il fondatore e leader della ONG Sea Shepherd che sui social non ha usato mezzi termini per denunciare la Grindadrap, la tradizionale battuta di caccia delle isole Fær Øer danesi: “Continuano le loro spietate uccisioni in serie, è un massacro ritualizzato”.
Kevin Ben Alì Zinati 17 Luglio 2020

Ci risiamo, purtroppo. Nelle isole Fær Øer danesi è ripartita la Grindadrap, la tradizionale battuta di caccia con cui ogni anno vengono uccisi, anzi “massacrati", centinaia di delfini e balene. Ad alzare la voce, ancora una volta, è il capitano Paul Watson, fondatore e presidente di Sea Shepherd, l'organizzazione no profit che da anni si occupa della difesa e della conservazione delle risorse e della fauna marina. Watson sul proprio profilo social non è andato per il sottile: “Nonostante una pandemia globale, gli psicopatici assetati di sangue nelle Isole Fær Øer danesi continuano le loro spietate uccisioni in serie”. Secondo il leader di Sea Shepherd oltre 252 balene pilota a pinne lunghe, che forse avrai sentito chiamare anche globicefali, e 35 delfini bianchi dell'Atlantico sono stati massacrati a Hvalba, un piccolo comune delle isole. Ed è solo l'inizio.

La “tradizione”

Nelle Isole Fær Øer esiste quella che continuano a chiamare una tradizione. Si chiama Grindadrap che, letteralmente, potresti tradurre come “uccisione della balena”. Un tempo, forse, rappresentava una delle risorse economiche a cui si aggrappavano gli abitati dell’isola ma oggi, senza forse, non ha più alcun senso. Se non ne hai mai sentito parlare, puoi immaginarla così; una vera battuta di caccia con cui balene e delfini vengono spinti verso la costa, dove l’acqua è più bassa, e una volta spiaggiati, vengono infilzati e predati dall’uomo.

La rabbia di Watson

Sea Shepherd è impegnata nella lotta alla Grindadrap fin dal 1983 ma ancora oggi, trent’anni dopo, non sembra esserci l’ombra di un cambiamento. E le parole del leader dell’ONG non si sono fatte attendere: “Con il mondo sull'orlo del collasso ecologico, combattendo una pandemia globale e affrontando un futuro incerto a causa di cambiamenti climatici imprevedibili, gli ignoranti e gli arroganti in questo territorio danese non stanno lasciando che le realtà ecologiche rovinino la loro orribile ossessione per l'omicidio sadico. Secondo Watson la Grindadrap è un “massacro ritualizzato” portato avanti da quello che, per il capitano, è “un popolo che si sente autorizzato a esercitare la sua fissazione sadica, compulsiva, con questa liberazione violenta delle frustrazioni nella sua patetica vita”.