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Sapevi che il gorilla è a rischio estinzione? Scopri quante specie ne esistono e quali minacce deve affrontare

La sua proverbiale forza e la grande intelligenza di cui è dotato, purtroppo non sono bastati al gorilla per mettersi al riparo dai pericoli che ne minacciano la conservazione. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) tutte le specie esistenti a rischio estinzione, ecco perché è necessario fare tutto il possibile per preservare queste scimmie così simili all’uomo dal punto di vista evolutivo.
Alessandro Bai 24 Novembre 2021

Se ti parlo del gorilla, probabilmente penserai subito alla sua forza e le sue dimensioni. Nonostante le caratteristiche che possono anche incutere un certo timore, però, questo animale è da tempo in sofferenza: le due specie esistenti, il gorilla occidentale (Gorilla gorilla) e il gorilla orientale (Gorilla beringei), e le rispettive sottospecie, tra cui spicca il gorilla di montagna, sono tutte considerate a rischio estinzione dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che le classifica come "in pericolo" o a "rischio critico" nella propria lista rossa delle specie minacciate.

Come avrai capito, quindi, anche se vengono chiamati tutti con lo stesso nome, di gorilla ne esistono di diversi tipi, con alcuni tratti in comune ma anche con varie differenze tra loro. Vediamo quali sono le principali caratteristiche di questi primati e cosa si può fare per evitarne la scomparsa.

Specie

Quando parli di gorilla, forse non sai che ti riferisci ad un animale del quale esistono innanzitutto due specie diverse: ti sto parlando del gorilla occidentale, noto a livello scientifico come Gorilla gorilla, e del gorilla orientale, chiamato anche Gorilla beringei. Ognuna di queste, inoltre, possiede due sottospecie, ovvero il gorilla di pianura occidentale od orientale, il gorilla di montagna e il gorilla del Cross River.

Potrebbero sembrarti dettagli di poco conto, ma per quanto si parli dello stesse genere, chiamato appunto Gorilla, tra questi gruppi esistono delle differenze a livello di habitat e distribuzione geografica, come ti spiegherò più avanti.

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Il gorilla è conosciuto per la sua forza impressionante ed ha un peso che può raggiungere i 200 kg.

Caratteristiche

Il gorilla appartiene all'ordine dei primati e, più nello specifico, fa parte delle scimmie antropomorfe, quelle più vicine all'uomo da un punto di vista evolutivo, come confermato da alcune somiglianze a livello fisico e dalla spiccata intelligenza mostrata da questi animali.

Le dimensioni dei gorilla sono importanti ma non esagerate, almeno per quanto riguarda l'altezza, che è generalmente compresa tra 140 e 185 centimetri ma che spesso appare ridotta per via della postura dell'animale, che tende a stare in piedi piegando leggermente le ginocchia. Decisamente più impressionante è il peso, che per i maschi adulti si attesta intorno ai 160 kg, con esemplari che possono arrivare anche fino a 200 kg. Questa corporatura piuttosto tozza conferisce al gorilla una forza da 3 a 5 volte superiore a quella dell'uomo e che ha pochi eguali anche tra gli animali, permettendo ad un adulto di sollevare anche diverse centinaia di kg.

Un'altra curiosità relativa a queste specie è data dalla grande differenza di dimensioni tra il maschio e la femmina di gorilla, un fenomeno noto come dimorfismo sessuale, dato che gli esemplari femminili possono pesare anche meno della metà di quelli maschili.

Da un punto di vista fisico, invece, anche solo dando uno sguardo alle immagini di questi animali spiccano il petto molto pronunciato e le braccia molto più lunghe degli arti inferiori, oltre a mani e piedi molto ampi, con le dita dotate di impronte digitali specifiche per ogni esemplare. Il corpo è ricoperto da una pelliccia di colore nero nei gorilla occidentali e più tendente al grigio-bruno per quelli occidentali, oltre ad essere più folta e lunga nel gorilla di montagna, rispetto a quella più corta degli esemplari che vivono in pianura. Con il passare del tempo, però, la pelliccia dei maschi tende ad assumere un colore argentato all'altezza della schiena, una peculiarità per cui questi adulti vengono chiamati anche gorilla silverback. Non sono mancate, però, eccezioni decisamente curiose: l'unico gorilla bianco, o meglio albino, mai esistito, perlomeno stando a quanto osservato dall'uomo, è scomparso nel 2003, dopo essere stato colpito negli ultimi anni di vita da un cancro alla pelle.

Solitamente i gorilla vivono in gruppi non troppo estesi, che comprendono tra i 3 e i 20 individui e che sono anche più ristretti nel gorilla di montagna; i maschi silverback, raramente più di uno all'interno di un gruppo, occupano una posizione dominante e sono gli unici a riprodursi, creando uno stretto legame con le femmine e i piccoli.

Solitamente, per un esemplare maschio il momento della riproduzione giunge non prima dei 15 anni di età, leggermente in ritardo rispetto alle femmine, che una volta dato alla luce un cucciolo non sono in grado di allevarne altri per almeno 4-6 anni, tempo che viene dedicato alla crescita del piccolo. Mediamente, la durata della vita di questi primati si aggira intorno ai 40 anni, ma può allungarsi in cattività.

Nel tempo è capitato spesso che questi animali diventassero i protagonisti di notizie di cronaca particolarmente curiose o divertenti: è successo ad esempio a Koko, una femmina di gorilla di pianura occidentale scomparsa nel 2018 e divenuta famosa per avere imparato a comunicare utilizzando alcuni segni della lingua dei segni americana.

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Il gorilla segue una dieta prevalentemente vegetariana.

Cosa mangia

Potrebbe sorprenderti sapere che tra le scimmie antropomorfe i gorilla sono quelli con l'alimentazione più vegetariana, dato che la loro dieta si compone principalmente di germogli di bambù, frutti, cortecce, foglie e occasionalmente animali, soprattutto piccoli invertebrati. Come puoi intuire tu stesso, questo regime alimentare non è particolarmente nutritivo per specie di queste dimensioni, che di conseguenza devono trascorrere gran parte del loro tempo a cibarsi.

Habitat

Tutti i gorilla esistenti vivono nell'Africa equatoriale, ovvero la zona centro-occidentale del continente. La loro distribuzione geografica e i loro habitat preferiti, però, cambiano a seconda della specie di cui parliamo.

La popolazione di gran lunga più numerosa è quella del Gorilla gorilla e, in particolare, della sottospecie gorilla di pianura, che conta oltre 300mila esemplari sparsi tra Angola, Gabon, Guinea Equatoriale, Camerun, Congo e Repubblica centro-africana e Repubblica Democratica del Congo. Molto più raro da incontrare è invece il gorilla del Cross River, di cui esistono ancora 2-300 esemplari tra Nigeria e Camerun.

Il Gorilla beringei, cioè il gorilla orientale, si divide in due sottospecie meno numerose diffuse tra Uganda, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo, con circa 1.600 esemplari del gorilla di montagna che vivono ad altitudini che superano anche i 3.000 metri, decisamente un'eccezione per questi primati, più abituati alle pianure e le sue foreste o comunque a quote minori, che raggiungono al massimo 2.000-2.500 metri.

Il rischio estinzione

Purtroppo la lista rossa della IUCN parla chiaro: qualunque specie o sottospecie si prenda in considerazione, il gorilla è fortemente a minacciato, con un grado di rischio che varia leggermente a seconda della situazione. A prescindere però dai casi specifici, i pericoli per questi primati sono ben chiari: come per altre specie, la deforestazione, che causa la perdita di circa 700mila ettari di foresta all'anno, priva i gorilla dei loro habitat prediletti, che vengono già sottratti per via dello sfruttamento delle risorse minerarie (oro, diamanti, petrolio e altri minerali richiesti in Occidente). A tutto questo aggiungi il bracconaggio, che colpisce il gorilla specialmente per ottenere la sua carne e venderla nel cosiddetto commercio "bushmeat", (cioè la carne di animali selvatici), e capirai perché il rischio estinzione è più concreto che mai.

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Una femmina di gorilla porta sulle spalle il proprio cucciolo.

Se guardiamo al gorilla occidentale, la sua popolazione è diminuita sensibilmente in termini di numero di esemplari, tanto da essere indicata come “Critically endangered”, cioè in pericolo critico, nella lista rossa IUCN. Questo succede quando la popolazione di una specie è diminuita del 90% nell’arco di dieci anni o quando il suo habitat si è ristretto sotto i 100 km quadrati o ancora quando il numero di individui riproduttivi è inferiore a 250.

Come ti dicevo, poi, esistono due sottospecie di gorilla occidentale: il gorilla occidentale di pianura (quello che più comunemente si trova negli zoo) e il gorilla di Cross River. La sottospecie di pianura, tra le quattro sottospecie di gorilla, è quella a rischio di estinzione relativamente meno grave, mentre la sottospecie gorilla di Cross River è ormai ridotta a pochi individui (meno di 200) confinati in una ristretta area al confine tra Nigeria e Camerun.

Allo stesso modo, anche il gorilla orientale ha le sue due sottospecie: il gorilla orientale di pianura (Gorilla beringei graueri) e il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei). Quest'ultimo, che si distingue per il pelo più scuro e più lungo rispetto agli altri gorilla, è stato inserito a lungo nella lista rossa IUCN trovandosi in serio pericolo di estinzione. Oggi fortunatamente il numero di gorilla di montagna è aumentato grazie agli sforzi fatti per conservare la specie nell’area dei vulcani Virunga, al confine tra la Repubblica Democratica del Congo, del Ruanda e dell’Uganda.

All’interno del Virunga National Park nel 2010 si stimavano 480 esemplari, mentre nel 2018 se ne contavano poco più di 600. Il resto della specie vive all’interno del National Park di Bwindi in Uganda e, se sommati agli altri, portano a una stima della popolazione globale dei gorilla di montagna pari a un migliaio di esemplari.

(Pubblicato da Gaia Cortese il 13-5-2019
Modificato da Alessandro Bai il 24-11-2021)