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2 Ottobre 2019
15:00

Sardegna, ucciso a colpi di fucile un rarissimo esemplare di aquila

Un cacciatore di frodo ha abbattuto a fucilate un'aquila del Bonelli, specie protetta che non si vedeva nei cieli della Sardegna dagli anni Ottanta e che solo di recente è stata reinserita con un programma di ripopolamento.

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Sardegna, ucciso a colpi di fucile un rarissimo esemplare di aquila
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Non ci sono aggettivi per descrivere il gesto dell'idiota che nei pressi di Giba, nella Sardegna meridionale, ha ucciso a fucilate un esemplare di aquila del Bonelli (detta anche aquila fasciata), compiendo un atto di bracconaggio gravissimo. Idiota è proprio il termine usato dalle Guardie Ambientali Sardegna, che riportano la drammatica notizia sulla loro pagina Facebook. L'aquila del Bonelli è una specie a forte rischio di estinzione. Non volava più nei cieli sardi dagli anni Ottanta, portata sull'orlo della totale scomparsa a causa del disturbo dei siti di nidificazione, oltre al fatto di essere vittima dei fucili dei cacciatori e delle trappole piazzate da questi ultimi. Da un paio di anni però, grazie a uno specifico programma di ripopolamento avviato dal parco di Tepilora, Regione Sardegna, Ispra e altri enti, diversi esemplari del magnifico rapace sono stati reintrodotti sull'isola.

I pochi esemplari presenti oggi sul territorio sardo sono costantemente monitorati e per i prossimi mesi si attendono le prime nidificazioni. Tuttavia, proprio per il fatto che si parla di un numero veramente limitato di rapaci, con questo gesto vergognoso rischiano di essere vanificati gli sforzi di volontari e studiosi che si stanno adoperando per riportare l'aquila del Bonelli al suo antico splendore e salvarla così dall'estinzione.

La Lipu,  Lega Italiana Protezione Uccelli, ha espresso tutto il suo sdegno per ciò che è accaduto a Giba e – come riporta l'agenzia Ansa – ha chiesto al governo di adottare le adeguate misure per dare attivazione rapida e piena al Piano nazionale antibracconaggio. Un segnale forte, simbolico e concreto, per esempio, potrebbe essere la chiusura della caccia a tempo indeterminato in tutta la Sardegna.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.