Saúl Luciano Lliuya, il contadino peruviano che ha lottato contro la multinazionale dell’energia Rwe per salvare le Ande

Per la prima volta nella storia una sentenza storica attribuisce a un privato i danni del cambiamento climatico. A portare in tribunale la vicenda è stato un contadino peruviano, vediamo perché.
Francesco Castagna 4 Agosto 2022

Hai mai sentito parlare di un gruppo di giudici che si recano in montagna, precisamente sulle Ande? No, non si tratta di un ritiro: è la storia di Saúl Luciano Lliuya, un contadino di Huaraz, una città del Perù.

Il cittadino peruviano ha accusato la multinazionale tedesca dell'energia RWE, ritenuta responsabile di aver contribuito al cambiamento climatico e di aver provocato conseguenze evidenti sugli ecosistemi delle Ande. Un'azione di coraggio, quella del contadino del Perù, al quale hanno offerto il loro supporto gli attivisti di Greenpeace Germania. Un report commissionato proprio dall'associazione ambientalista mostra come RWE sia la peggiore azienda europea in materia di clima, con emissioni annue pari a 118 milioni di tonnellate di CO2 (2018).

La storia di Saúl ha inizio nel 2015, quando il contadino aveva cominciato a denunciare i danni ambientali della multinazionale. Al tempo il Tribunale distrettuale di Essen si era limitato a classificare la causa come “una questione di fondamentale importanza”. Nel 2016 Lliuya non riuscì a portare avanti la sua causa perché il Tribunale di Essen ha chiuso il caso. Ma Lliuya non si è arreso e ha fatto ricorso al Tribunale di Hamm. Le indagini sono iniziate solo nel 2017, quando il tribunale tedesco ha deciso di accertare se e quali responsabilità RWE avesse.

I danni ambientali

Prima della denuncia di Saúl Luciano Lliuya si erano già verificate frane e inondazioni, fenomeni che hanno minacciato in passato l'esistenza della città di Huaraz. Proprio per questo motivo, dopo che Lliuya ha deciso di portare RWE in Tribunale, i giudici del Tribunale di Hamm hanno deciso di trattare la causa e stabilire chiaramente le responsabilità della multinazionale. Ma i processi richiedono tempo, e nel mentre, secondo quanto afferma Lliuya, la società avrebbe creato altri danni ambientali.

Quali? Secondo un rapporto dell'EGU, l'Unione Europea di Geoscienze, il lago di Palcacocha è aumentato di molto a causa delle emissioni. Il rischio è l'esondazione che coinvolge il lago Placacocha e la città di Huaraz. Cos'hanno in comune? Lo scioglimento dei ghiacciai dovuto alle alte temperature ha ingrossato il Placacocha, che potrebbe esondare e devastare la cittadina di Huaraz.

Così per capire se questi fenomeni fossero direttamente collegati all'attività della multinazionale i giudici del Tribunale di Hamm si sono recati sulle Ande per un'ispezione. Dopo le indagini l'Alta Corte regionale Superiore di Hamm nel 2018 ha stabilito che RWE infatti avrebbe accelerato il processo di innalzamento delle temperature globali. E lo ha fatto perché ha riconosciuto il legame tra i danni climatici e l'attività della società elettrica. I giudici hanno dato il via a delle indagini che però hanno visto tempi molto lunghi a causa della pandemia.

Danni irreparabili che, dalle dichiarazioni degli avvocati della Ong German Watch, RWE potrebbe pagare per le sue azioni in maniera molto ridotta.

Per questo motivo Saùl Luciano Lliuya chiede ai giudici un risarcimento di 17mila euro. Se concesso, questa decisione potrebbe diventare un precedente e dare un motivo agli attivisti internazionali ambientalisti di continuare a lottare. Ma attenzione, esistono cause contro i grandi enti in tutto il mondo, quella di LLiuya riconosce per la prima volta al mondo la responsabilità di un privato nel cambiamento climatico.

Questa causa potrebbe costituire una pietra miliare per la salvaguardia dell'ambiente, per la prima volta anche i tribunali internazionali stanno diventando più sensibili e riconoscono le responsabilità dei privati.