Sbloccati i fondi per la ricerca sui metodi alternativi alla sperimentazione animale: esulta la Lav

Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 29 settembre, il Ministero della Salute ha dato il via libera allo stanziamento di 1,6 milioni di euro per istituti zooprofilattici sperimentali, enti pubblici di ricerca e università da destinare a progetti basati su metodi sostitutivi alla sperimentazione animale.
Federico Turrisi 6 Ottobre 2021

Arriva finalmente il semaforo verde per i fondi destinati ai progetti per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.233 del 29 settembre 2021 il decreto che prevede lo stanziamento da parte del Ministero della Salute di 1,6 milioni di euro per istituti zooprofilattici sperimentali, enti pubblici di ricerca e università. A dare la notizia è stata la Lav, la Lega Anti Vivisezione, che da anni porta avanti campagne in cui ribadisce la necessità di superare la sperimentazione animale.

Il ministro Roberto Speranza aveva fatto approvare nel Decreto Milleproroghe 2020 – fa sapere l'associazione animalista – la somma di 6 milioni di euro complessivi in tre anni per il rifinanziamento di enti pubblici di ricerca sui metodi alternativi, come previsto anche dalla legge. Tuttavia, i primi 2 milioni di euro per il 2020 sono andati persi per la mancata firma del decreto. "Grazie alle nostre pressioni non sono andati persi i finanziamenti ai metodi sostitutivi previsti per il 2021 e il 2022, per cui sono stati stanziati 1,6 milioni di euro l’anno", dichiara la Lav. "Chiediamo al ministro Speranza e al Parlamento, fin dalla prossima Legge di Bilancio, un fondo non «a tempo», ma annuale e con molte più risorse economiche".

La ricerca sui metodi alternativi è in linea con la normativa europea e con il cosiddetto principio delle 3R (Reduction, Replacement, Refinement: ossia riduzione, sostituzione e perfezionamento), su cui ci siamo soffermati in un ampio approfondimento sulla sperimentazione animale. Non possiamo che rallegrarci del fatto che vengono stanziati fondi per la ricerca, soprattutto in un Paese come l'Italia, dove c'è ancora molto da lavorare su questo fronte.