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Scomparsa un’attivista ambientale indigena in Messico: da anni lottava per fermare il disboscamento illegale

Irma Galindo Barrios è scomparsa dal 27 ottobre 2021, pochi giorni dopo l’ultimo attacco brutale avvenuto nei confronti della sua comunità indigena, con 2 morti e 90 case bruciate. Da diversi anni l’attivista veniva minacciata per i suoi tentativi di difendere lo stato di Oaxaca dal disboscamento, che in molti casi verrebbe portato avanti con il benestare del governo.
Alessandro Bai 17 Novembre 2021

Dal 2018, Irma Galindo Barrios riceveva intimidazioni e minacce di morte dovute alla determinazione con cui cercava di proteggere il suo stato, Oaxaca, dal disboscamento illegale. Un lavoro che ha portato avanti per anni, fino al 27 ottobre 2021, il giorno in cui l'attivista messicana è stata vista per l'ultima volta prima della sua scomparsa.

Poco prima della sparizione, Galindo Barrios è riuscita a pubblicare un ultimo post sulla sua pagina Facebook, dopo che le era stato negato un incontro con il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, al quale l'attivista voleva presentare una petizione al fine di porre finalmente un punto ai conflitti tra la sua popolazione indigena, i Mixtechi, e il governo. "Non ci sono funzionari governativi che vengono a vedere come viviamo. Credono solo alle bugie che vengono raccontate, inviano loro soldi per comprare le armi e ucciderci, e se ci sono associazioni che vogliono aiutarci le criminalizzano, minacciano, osteggiano e condizionano. Dove andremo a finire? Cosa accadrà?".

D'altronde, Irma Galindo Barrios sapeva esattamente di cosa parlava: nel 2018 la sua casa era stata bruciata in seguito all'arrivo dei taglialegna che, probabilmente con il supporto e la protezione del governo locale, avevano iniziato a disboscare i territori di alcune comunità all'interno del comune di San Esteban Atatlahuca, dove l'attivista viveva. Per le popolazioni indigene della zona, le foreste locali sono estremamente preziose, fonte di sostentamento economico, attraverso la vendita del legno tagliato in maniera sostenibile, ma anche di cibo, per via dei funghi che crescono abbondanti su queste colline, destinati però a sparire a causa della deforestazione.

Le denunce fatte a tutte le autorità competenti non hanno purtroppo sortito alcun effetto, a tal punto che, pochi giorni prima della scomparsa di Galindo Barrios, la sua San Esteban Atatlahuca è stata brutalmente attaccata durante un blitz armato che ha colpito ancora una volta le comunità che vivono nei territori diboscati, provocando 2 morti, 4 sparizioni e con ben 90 case incendiate. Era soltanto il preludio all'ennesima terribile notizia, diventata ufficiale quando nessuno è più riuscito a rintracciare l'attivista mixteca, che peraltro il 29 ottobre era attesa ad un appuntamento fissato per unirsi ad un programma statale di protezione per giornalisti e difensori dell'ambiente e dei diritti umani, alla quale però non ha mai partecipato.

La scomparsa di Irma Galindo Barrios aggrava ulteriormente il bilancio del Messico, Paese in cui solo nel 2020, sono stati registrati 90 aggressioni, 65 attacchi e 18 assassini di difensori ambientali, una situazione tragica in un momento nel quale il nostro pianeta avrebbe disperatamente bisogno di più protettori. Per portare, questa volta davvero, la questione nelle stanze presidenziali, le comunità indigene hanno ora lanciato una petizione chiedendo che Galindo Barrios venga riportata a casa sana e salva. Sarebbe un segnale importante, per il Messico tanto quanto per il pianeta Terra.