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14 Ottobre 2019
15:00

Scozia, trovata morta una balena incinta impigliata in una rete da pesca

Le attrezzature per la pesca abbandonate in mare sono tra le principali minacce per la fauna marina. Questa volta le loro vittime sono due cetacei: una mamma e il cucciolo che aveva in grembo, ritrovati morti su una spiaggia dell'arcipelago delle Orcadi, nel nord della Scozia.

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Scozia, trovata morta una balena incinta impigliata in una rete da pesca
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Un'altra balena uccisa per colpa dell'incuria dell'uomo. Per di più incinta. Non si ferma la strage di animali marini che cadono vittime a causa della presenza sempre più massiccia di rifiuti, soprattutto di plastica, negli oceani. L'ultimo caso è avvenuto pochi giorni fa in Scozia, precisamente nei pressi dell'isola di Sanday, nell’arcipelago delle Orcadi, dove una balena è stata ritrovata morta, intrappolata in una rete da pesca di nylon che le impediva di muoversi liberamente e di nutrirsi. Gli esperti dello Smass (Scottish Marine Animal Stranding Scheme) hanno esaminato il cadavere e hanno verificato che in grembo la balena portava un altro piccolo esemplare femmina.

Una morte lenta e dolorosa quella a cui è andato incontro l'animale: dall'esame necroscopico è emerso infatti che la rete è rimasta impigliata nei fanoni della balenottera, che era in ottima salute e ha cercato a lungo di liberarsi. Stremata dall'impossibilità di nutrirsi e impedita nei movimenti, si è alla fine spiaggiata quando era ancora viva.

Le reti da pesca rappresentano una costante minaccia per gli abitanti dei nostri mari, soprattutto quelle che vengono perse o abbandonate (le cosiddette "reti fantasma"). Oltre alle balene, rischiano di finirci impigliati per sbaglio anche delfini, tartarughe e altri animali. Senza contare poi le microplastiche che queste attrezzature, quasi sempre realizzate in nylon, disperdono in mare e che poi vengono puntualmente ingerite dai pesci, che a loro volta finiscono magari nel tuo piatto. Con il problema della plastica in mare non solo si rischia di far sparire alcune specie animali, alterando irrimediabilmente gli ecosistemi, ma si rischia anche di danneggiare la nostra salute.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.