Se non facciamo subito qualcosa, entro il 2040 l’inquinamento da plastica in mare potrebbe triplicare

Il fenomeno marine litter, che coinvolge ogni anno circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti riversati negli oceani, potrebbe arrivare a triplicare entro il 2040, ovvero entro soli 20 anni. E le politiche adottate al momento potrebbero entro quella data ridurre la portata del disastro soltanto del 7%.
Sara Del Dot 29 luglio 2020

È una quantità che abbiamo ripetuto (e che sentiamo ripetere) inesorabilmente, un monito all’umanità che, purtroppo, si sta aggravando in maniera irrimediabile ogni giorno che passa. Si tratta di milioni e milioni di tonnellate di plastica annualmente riversate nei mari e negli oceani di tutto il mondo provocando danni gravissimi e conseguenze devastanti sugli ecosistemi e su tutte (tutte) le creature che li abitano.

Fino a poco tempo fa la cifra ripetuta era sempre otto, otto milioni di tonnellate gettate in mare ogni anno, mentre negli ultimi tempi sembra che la stima sia cresciuta, tanto da arrivare a 11. 11 milioni. Ogni anno. E se sei riuscito a farti anche solo una vaga idea della quantità di plastica che in questo momento naviga sopra e sotto la superficie del mare, pensa che in pochissimo tempo questi numeri potrebbero addirittura triplicare.

Lo rivela uno studio realizzato dall’ong americana The Pew Charitable Trust che ha calcolato come entro il 2040, senza l’intervento di azioni concrete per fermare un problema che con il mare ha in comune solo la forza distruttiva, la quantità di plastica presente nelle acque di tutto il mondo potrebbe triplicare. Il risultato? Sarà come se fossero gettati 50 kg di rifiuti per ogni metro di costa in tutto il mondo. Un vero e proprio mare di plastica, che va ben oltre l’infausta premonizione dell’Unep sulla maggiore in mare entro il 2050 di plastica rispetto ai pesci.

Ma come fermare un trend che potrebbe arrivare a distruggere qualsiasi forma di vita acquatica? Sempre secondo il report, con il mantenimento delle misure governative attuali entro il 2040 la riduzione dell’inquinamento da plastica sarà solo del 7%. Ciò significa che bisogna fare di più, a partire dal cittadino fino ad arrivare all’istituzione. E fare di più, come ben sappiamo, significa produrre meno. Meno rifiuti, meno plastica, meno monouso. Ma non solo, perché in questa battaglia è necessario agire su più fronti. Più materiali riciclabili, più raccolta differenziata, più riutilizzo, più economia circolare, più materiali sostenibili a livello industriale. Insomma, le azioni da intraprendere sono tante e devono essere portate avanti di concerto, tutte insieme, in un’azione progressiva di consapevolezza e miglioramento che non potrà che offrire ottimi risultati. A partire dal risparmio sul portafoglio dei governi, che ammonterebbe a circa 70 miliardi di dollari, fino alla creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro, fino ancora a un mondo più salubre e libero dalla plastica in cui sta letteralmente soffocando.