Senza ascolto, le forze dell’ordine saranno l’unica risposta politica verso gli ambientalisti

Le forze dell’ordine sono intervenute spesso in questi anni per sedare azioni di protesta o manifestazioni non violente che cercavano di mettere alla luce i danni della crisi climatica, dovuto alle emissioni delle aziende inquinanti. Ma perché si risponde alla non violenza con la violenza e non con il dialogo?
Francesco Castagna 8 Settembre 2022

Non si tratta di un caso singolo ma di episodi ripetuti nel tempo, che ultimamente stanno diventando sempre più frequenti: la repressione del dissenso da parte delle forze dell'ordine. Il caso più eclatante negli ultimi anni è accaduto quando, in occasione dei lavori per la Cop26, Mario Draghi si è rivolto ai giovani, riconoscendogli le ragioni per cui protestano, in quanto questa generazione è la più colpita dai cambiamenti climatici.

Proprio mentre Draghi stava pronunciando queste parole un gruppo di manifestanti ha innalzato un cartello denunciando le operazioni di greenwashing. Al coro di "El pueblo unico jamas sera vencido" gli attivisti hanno interrotto l'ex premier, ma sono stati subito allontanati dalla sicurezza.

Lo scorso 30 settembre 2021 invece un gruppo di manifestanti e attivisti ambientalisti hanno provato a bloccare la strada alle delegazioni che dovevano raggiungere il centro congressi MiCo, dove proprio in quel giorno sarebbero iniziati i tavoli blindati della PreCOP26. In quell'occasione si sono verificati degli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine, che per bloccare il cordone degli attivisti hanno cominciato a manganellare sulla folla.

E ancora, anche lunedì 1 febbraio 2022 14 attivisti ambientalisti si sono recati davanti al ministero della Transizione Ecologica, e sono stati portati via dalle forze dell'ordine. Le loro richieste di essere ricevuti dal ministro Roberto Cingolani quindi sono rimaste inascoltate.

Mercoledì 7 settembre un nuovo caso, quando Ohga ha seguito il blitz di protesta degli attivisti di Ultima Generazione davanti alla sede del Partito Democratico di Corso Garibaldi, a Milano. Dopo essersi legati alla porta della sede e aver macchiato con una vernice ad acqua la vetrina del circolo, gli attivisti hanno esposto le ragioni per cui chiedono in campagna elettorale un incontro con i leader dei maggiori partiti politici, tra cui Enrico Letta del PD.

Purtroppo anche in questa occasione è intervenuta la celere, la polizia e i carabinieri, che hanno identificato i tre attivisti e li hanno portati in questura, senza concedere alcun tipo di incontro. Strano per una campagna elettorale in cui l'ambiente è un tema centrale, dal momento che dovremo intraprendere un'importante transizione energetica.

Come nelle precedenti occasioni, in cui gli attivisti ambientali hanno cercato di manifestare per il clima, anche sabato 10 settembre, in occasione della Mostra per il Cinema, i manifestanti sono stati allontanati dalle forze di polizia. Mentre i manifestanti cercavano di portare, sotto i riflettori della Mostra del Cinema di Venezia, le loro battaglie, i poliziotti hanno prima caricato e poi aperto gli idranti contro il corteo riuscendo ad allontanare gli attivisti dalla zone dell'evento.

Non è nostra intenzione giudicare l'operato delle singole forze dell'ordine, che quasi sicuramente sono tenute a rispettare dei protocolli provenienti da autorità più alte. Quello che ci teniamo a sottolineare è il fatto che, se le istituzioni ci tenessero così tanto ad ascoltare questi ragazzi, sicuramente avrebbero già organizzato dei tavoli o degli spazi di confronto, anche online.

Molto spesso infatti ci troviamo ad assistere a promesse che poi non vengono mantenute, o a dichiarazioni di ascolto e di comprensione che lasciano il tempo che trovano. Insomma, la cosa certa è che una generazione sta mettendo davanti le evidenze di un'emergenza climatica, il ruolo delle istituzioni dovrebbe essere quello di trovare delle soluzioni, ma anche di ascoltare le persone che rappresentano. Quando iniziamo?

Il mio interesse per il giornalismo nasce dalla voglia di approfondire tutto ciò che oggi giorno accade sempre più velocemente. Unisco altro…