Si chiama Gran Abuelo, ha più di 5mila anni e abita in Cile: ma è davvero l’albero più vecchio del mondo?

Il Gran Abuelo, che in cileno significa “il grande nonno”, è un alerce, o cipresso della Patagonia, e secondo i calcoli di uno studioso avrebbe 5.484 anni. Se così fosse, sarebbe il più vecchio essere vivente presente sulla Terra. Non tutti, però, sono convinti.
Gianluca Cedolin 11 Giugno 2022

È un alerce milenario, ma tutti lo chiamano Gran Abuelo, il grande nonno, e non a caso: secondo gli studi di uno scienziato ambientale, questo maestoso esemplare di Cipresso della Patagonia ha iniziato a crescere in Cile circa 5.400 anni fa.

Se i calcoli di Jonathan Barichivich fossero esatti e attendibili (la comunità scientifica, come vedrai più avanti, sta ancora dibattendo), si tratterebbe del più vecchio albero, e quindi del più vecchio essere vivente presente sulla Terra, nato quasi mille anni prima di Matusalemme, il pino dai coni setolosi (bristelcone pine) che da 4.854 anni abita le White Mountains, in California.

L'alerce (fitzroya cupressoides) è una conifera che fa parte della stessa famiglia delle sequoie giganti e si trova principalmente in Cile e in Argentina. Già in passato sono stati trovati degli esemplari vecchi oltre 3mila anni. Riparato in una cavità fresca e umida, il Gran Abuelo si è salvato dal disboscamento e dagli incendi, crescendo fino a circa 56 metri di altezza e oltre 4 metri di diametro.

Oggi parte del suo tronco è morta e l'albero è sovrastato da muschi, licheni e addirittura altri alberi si sono radicati nelle sue fessure: tuttavia resta vivo, vegeto e pronto a prendersi il record.

Lo studio che potrebbe regalargli il primato è prima di tutto una storia di famiglia. Il nonno e la mamma di Jonathan Barichivich, scienziato cileno che lavora per il Climate and environmental sciences laboratory di Parigi, erano entrambi dei ranger del parco dove abita l'albero, ed era stato proprio suo nonno a scoprire quell'albero, intorno al 1972. Jonathan sarebbe stato quindi uno dei primi bambini a vedere con i suoi occhi il Gran Abuelo.

Per questo nel 2020, insieme con Antonio Lara (lo studioso dell'Università Australe del Cile che già negli anni '90 aveva calcolato l'età di alcuni alberi della famiglia), Barichivich ha cercato di calcolare l'età di quello che sarebbe poi diventato il Gran Abuelo. Per farlo, ha dovuto combinare il metodo tradizionale (la classica conta dei cerchi) con un calcolo computerizzato.

Pur usando un sofisticato trapano a forma di "T", era impossibile infatti raggiungere il centro dell'albero senza danneggiarlo, per cui da un certo punto in poi gli scienziati hanno elaborato un modello statistico, basandosi sulle informazioni esistenti per gli altri cipressi della Patagonia, sui fattori ambientali e su altri parametri. In base a questo, hanno stimato un'età di 5.484 anni, con l'80% di possibilità che l'albero sia in vita da almeno 5mila anni.

Scienziati, botanici, dendrologi stanno dibattendo sull'attendibilità del calcolo. Alcuni, si legge in un approfondimento di Science.org, sono intrigati dai risultati, presentati da Barchivich in alcune conferenze.

Nathan Stephenson, scienziato emerito dell'Us Geological survey, ha parlato di "prospettiva sicuramente eccitante". Secondo altri invece l'unico metodo attendibile ed efficace per calcolare l'età degli alberi è la conta completa di tutti gli anelli di crescita.

In ogni caso, Barchivich si è detto pronto a pubblicare uno studio completo sul suo lavoro. Probabilmente bisognerà aspettare ancora un po' per dire con certezza se il Gran Abuelo è davvero il più vecchio essere vivente nel mondo.